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Dal Meridione «ad limina Petri»

· La chiesa romana dello Spirito Santo dei Napoletani ·

C’è stata un’epoca in cui i popoli del Regno (così si chiamava fin dai tempi di Federico II Hohenstaufen la parte d’Italia che sta a Sud del Volturno) avevano in Roma ben quattro chiese nazionali: San Francesco di Paola ai Monti Calabresi, San Paolino alla Regola e Santa Maria d’Itria al Tritone, dei Siciliani, Spirito Santo dei Napoletani. Le chiese nazionali (San Luigi dei Francesi, Santa Maria dell’Anima dei Tedeschi, San Girolamo dei Croati, San Stanislao dei Polacchi per citarne solo alcune fra le molte) svolgevano la funzione di luoghi identitari, quasi di ambasciate per i cattolici che arrivavano a Roma in pellegrinaggio o per ragioni di affari e di lavoro. La chiesa nazionale era il posto dove il forestiero poteva incontrare gente della sua lingua, ottenere facilitazioni o informazioni utili al suo soggiorno romano, frequentare compaesani e concittadini. 

Pietro Gagliardi, «Annunciazione» (1852-1868, abside)

Nell’età dell’assolutismo e della controriforma, le chiese nazionali svolgevano anche funzioni di welfare: gestivano mense, ospedali, dormitori, offrivano accoglienza e ospitalità a religiosi e laici. Le sostenevano dal punto di vista economico i donativi dei connazionali residenti a Roma e i finanziamenti dai paesi di riferimento.
Non c’è da meravigliarsi quindi se, sfogliando le pagine di questo volume curato da Paola di Giammaria e dedicato alla chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani in Via Giulia, vediamo sfilare le plebi meridionali venute a Roma ad limina Petri e, insieme a loro, i protagonisti della storia del Sud; dal cardinale protettore d’Avalos d’Aragona, cancelliere del Regno e responsabile della istituzione canonica dell’arciconfraternita dei Napoletani nel 1572, a Fabrizio Ruffo il cardinale che guidò, nel 1799, l’insorgenza sanfedista e antinapoleonica, all’ultimo re delle Due Sicilie, Francesco ii di Borbone, il patetico Franceschiello che, nel 1861, dopo l’assedio nella fortezza di Gaeta, incontriamo in visita alla chiesa nazionale dei Napoletani insieme alla moglie, la bella e intrepida Maria Sofia di Wittelsbach. Oggi gli ultimi sovrani del Regno delle Due Sicilie riposano nella basilica napoletana di Santa Chiara mausoleo dei Borboni, ma per poco meno di mezzo secolo, fra il 1938 e il 1984, i feretri dei coniugi insieme a quello della figlia, la piccola Maria Cristina, sono stati custoditi nella chiesa nazionale dei napoletani.
Il libro di Paola di Giammaria, sostenuto da un ammirevole scrutinio bibliografico e documentario, ci racconta la storia dello Spirito Santo dei Napoletani. Ce lo ricorda nelle vicende architettoniche, da Cosimo Fanzago a Carlo Fontana, da Filippo Raguzzini ad Antonio Cipolla. Ce la racconta descrivendo le opere d’arte che ancora abitano la chiesa: dal Miracolo di San Francesca di Paola di Bonaventura Lamberti al Miracolo di Tommaso d'Aquino di Domenico Antonio Muratori, a Domenico Guidi autore del monumento funebre al cardinale Giovanni Battista De Luca, agli affreschi tardo ottocenteschi del purista Pietro Gagliardi, al Martirio di San Gennaro opera estrema di Luca Giordano e testimone, all’anno 1705, del suo stile tumultuoso e balenante, al di là ormai dell’ultima frontiera del Barocco.
La ricerca di Paola di Giammaria affonda le sue radici fino a studiare l’edificio sacro che esisteva ben prima che Giulio ii della Rovere tagliasse il rettifilo che ancora oggi (Via Giulia) porta il suo nome. E quindi anche la santa. Aurea o santa Aura della comunità delle monache domenicane preesistente all’attuale edificio, è oggetto di studio.

Paola di Giammaria, storica dell’arte in servizio nei Musei Vaticani, conosce da studiosa la Roma della controriforma e le sue ricerche sulle sculture di Santa Maria Maggiore restano ancora oggi fondamentali. In questa occasione ha dimostrato un’attenzione scrupolosa e scientificamente ben attrezzata agli aspetti apparentemente minori alla storia e alla civiltà artistiche romane. Di questo dobbiamo esserle grati.

di Antonio Paolucci

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22 agosto 2019

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