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Le pesche di Paolo VI

· Un pomeriggio con Montini ·

Pubblichiamo un estratto dal libro «Rialza il povero dall’immondizia. Confidenze sulla mia famiglia e la mia vocazione» (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2014, pagine 222, euro 18) del cardinale nunzio apostolico emerito nella Repubblica Ceca.

"Il 1° novembre 1975 fui nominato Assessore della Segreteria di Stato, il numero tre dell’ufficio, come si diceva scherzosamente - scrive il cardinale Giovanni Coppa nel libro «Rialza il povero dall’immondizia. Confidenze sulla mia famiglia e la mia vocazione» (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2014, pagine 222, euro 18 - Monsignor Benelli me l’aveva comunicato riservatamente qualche giorno prima come intenzione di Paolo VI, dandomi tempo per rifletterci. La proposta mi sorprese non poco, e mi procurò anche qualche preoccupazione, perché sapevo quale lavoro mi sarebbe toccato". Paolo VI ricevette il giovane Assessore un pomeriggio a Castel Gandolfo. "Radunai le pratiche più urgenti e importanti dell’ufficio - scrive coppa - preparandomi molto seriamente all’incontro; ma Paolo VI, davanti al quale avevo collocato la cartella dei dossier, non vi dedicò alcuna attenzione per parlare di tutt’altro. In primo luogo mi chiese se, come Assessore, fossi contento del mio lavoro. Al che risposi di sì, com’era vero, e la mia ansia sparì completamente: fu una grande lezione spirituale ascoltare il Papa che mi diceva tra l'altro: "Caro monsignore, la nostra vita è come un filo d’oro, che il Signore svolge per ciascuno di noi col suo amore infinito": e così via di questo passo, con quel suo stile pensoso e persuasivo, che entrava nel cuore. Alla fine mi benedisse e mi accompagnò fino alla porta.Ma quale non fu la mia sorpresa e la mia contentezza quando, rientrato a casa, vidi che l’autista teneva con le due braccia una grossa cassetta con tante pesche belle e profumate, specialità di quella cittadina dei Castelli Romani dov’è il Palazzo Apostolico".

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26 marzo 2019

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