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Le persone prima del profitto

· La Chiesa in Sud Africa contro i licenziamenti annunciati dalle compagnie minerarie ·

Pretoria, 21. Un patto sociale di ampio respiro costruito sulla condivisione delle ricchezze e non solo su quella delle perdite. È quanto chiede la commissione Giustizia e pace della Southern African Catholic Bishops’ Conference (Sacbc) che è intervenuta contro i drastici tagli e i licenziamenti annunciati in queste settimane dalle compagnie minerarie che operano in Sud Africa, in risposta al crollo dei prezzi delle materie prime e agli aumenti dei costi della produzione.

In una dichiarazione — diffusa dall’agenzia Cisa — il presidente della commissione episcopale, monsignor Abel Gabuza, vescovo di Kimberly, nel ricordare che le persone vengono prima del profitto, plaude l’intervento del ministro delle risorse minerarie per mediare una soluzione alternativa ai licenziamenti. Ma chiede anche che il patto proposto dal Governo alle parti sociali, «per garantire quella competitività e sostenibilità delle attività minerarie necessarie a creare e a mantenere posti di lavoro nell’attuale congiuntura economica», guardi al lungo termine e si ispiri a principi di equità. In particolare, secondo il presule, esso dovrebbe prevedere l’istituzione di un fondo di sostenibilità dei salari durante gli anni con grandi surplus di profitti per finanziare le retribuzioni dei lavoratori quando i prezzi delle materie prime crollano. «In periodi di crisi ci viene detto che le compagnie minerarie sono un business, non un’opera di beneficienza e che in tempi di magra l’attività mineraria deve contenere i costi, compresi quelli del lavoro, e disinvestire nei settori in perdita per garantire migliori dividendi agli azionisti e agli investitori. Ma noi abbiamo sempre sottolineato — conclude monsignor Gabuza — che in gioco vi è anche il bene comune, non solo gli interessi degli azionisti. Se il settore minerario prende seriamente questo patto sociale esso dovrebbe accettare questi principi».

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