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Le origini della Chiesa a Nola

· Sotto la cattedrale tardoantica gli archeologi hanno scoperto una “domus ecclesiae” risalente alla fine del I secolo ·

Sono stati raggiunti «punti di arrivo su alcune questioni che da circa ottant’anni si discutevano nell’ambito della diocesi» ha detto l’arcivescovo Beniamino De Palma, della diocesi di Nola, a chiusura del convegno «La cripta di San Felice vescovo e martire nell’ insula episcopalis di Nola» promosso dalla curia vescovile, dalla soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei e dalla soprintendenza per i Beni architettonici paesaggistici storici artistici ed etnoantropologici di Napoli e Provincia, per rendere noti i risultati dell’indagine archeologica effettuata nella cripta di san Felice. Sotto la cattedrale è stata rinvenuta una domus romana; «le indagini condotte nel luogo in cui si venera ab immemorabili la sepoltura di san Felice, primo vescovo e martire — ha continuato l’arcivescovo — rappresentano un importante contributo alla storia delle origini della Chiesa nolana, illuminando con l’oggettività del dato archeologico quanto già una veneranda tradizione ha costantemente affermato».

«La comunità cristiana locale — sottolinea don Angelo Masullo, decano del Capitolo cattedrale — secondo la tradizione, si è strutturata con una sua precisa identità già alla fine del i secolo sotto la guida del protovescovo Felice, che subì il martirio nell’anno 95 durante la persecuzione di Domiziano, unitamente ad altri cristiani. Testimonianza del culto si trova già nel Martirologio Geronimiano che, al 27 luglio, riporta la commemorazione in Nola del natale Felicis con la specificazione, nei codici Bernensis e Wissemburgensis de ordinatione episcopatus, oltre alla commemorazione di san Felice nolano al 14 gennaio, che è chiaramente il Felice presbitero cantato da san Paolino. Nonostante le chiare testimonianze di un culto costante prestato dalla chiesa locale a un Felice, presbitero e confessore, reso famoso da san Paolino con i Carmina Natalicia e la costruzione del complesso basilicale sulla sua tomba in Cimitile e a un Felice vescovo e martire, il cui luogo di sepoltura si venera nella cripta della cattedrale, alcuni storici, colpiti dal silenzio di san Paolino sul protovescovo, ne hanno messo in dubbio l’esistenza, ritenendolo uno sdoppiamento del presbitero Felice, avvenuto tra il finire dell’VIII secolo e gli inizi del ix, allorché alcuni stralci della passio cominciarono a comparire nei martirologi storici».

L’importanza e la complessità dell’indagine ha previsto un approccio interdisciplinare e la creazione di un’équipe composta da archeologi, storici dell’arte, fisici, geo-vulcanologi, antropologi, archeometri, architetti, archeobotanici, geofisici e restauratori. Nella Passio si fa riferimento al luogo del martirio del santo, denominato Palma, forse da identificare con l’attuale Palma Campania vicino Nola, dove è attestata fin dal medioevo una chiesa dedicata a san Felice vescovo. Numerose altre chiese dedicate al protovescovo sono attestate in altri luoghi della regione e in particolare nel territorio nolano, a testimonianza della fede e dell’attaccamento verso la tradizione che hanno fatto sì che il culto al santo patrono Felice costituisse, nella città e nella diocesi, un motivo di forte legame e di unione della comunità ecclesiale locale.

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15 novembre 2019

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