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Le musiche della Sistina

· I Tallis Scholars alla Iuc con un programma incentrato su Palestrina ·

Le musiche che risuonavano nella Cappella Sistina attorno al Cinquecento tornano a vivere sabato nell’Aula Magna della Sapienza in un concerto dei Tallis Scholars per l’Istituzione universitaria dei concerti (Iuc). Uno dei complessi vocali di musica polifonica più celebrati al mondo, fondati e guidati da Peter Phillips, proporrà un programma che fa perno su Giovanni Pierluigi da Palestrina, il più universalmente noto dei compositori dell’epoca.

I Tallis hanno deciso di attingere a cinque diverse Messe del princeps musicae, intercalando i brani con lavori di altri maestri. Tra questi Josquin Des Prez, il più grande rappresentante della scuola fiamminga, che prestò servizio presso la Sistina alla fine del Quattrocento e che incise il suo nome su un muro per testimoniare il suo passaggio. Chissà se immaginava che secoli dopo quel graffito sarebbe stato ancora visibile? Oltre a lui saranno proposti lavori del francese Elzéar Genet detto Carpentras, oggi pressoché dimenticato ma nel Cinquecento molto noto grazie alle sue Lamentationes Jérémie, di cui verrà eseguita la prima parte. Seguiranno lo spagnolo Cristóbal de Morales, e l’italiano Costanzo Festa. Uno spazio speciale sarà dedicato poi a Gregorio Allegri, che intorno al 1630 compose un brano destinato a restare nel mito: quel Miserere di cui fu proibito di fare copie da portare fuori dalla Sistina, fino a quando, secondo la leggenda, Mozart, dopo averlo ascoltato una sola volta, fu in grado di trascriverlo per intero a memoria.

Al centro di tutto, però, resta Palestrina, emblema e modello della musica sacra non solo cattolica. Ancora oggi il suo stile influenza i compositori di musica corale, come nel caso di due giovani autori che saranno proposti durante la serata: Alexander Campkin con il suo Miserere mei e Justine Zara Rapaccioli che nel Quae est ista riprende l’uso del doppio coro, antica tradizione della basilica di San Marco a Venezia, di cui è attualmente la vicedirettrice musicale.

Un’occasione rara per ascoltare la polifonia a un livello artistico molto elevato. The Tallis Scholars, fondati nel 1973 dal loro direttore Peter Phillips, grazie all’eccezionale lavoro sull’intonazione e sulla fusione delle voci sono infatti in grado di raggiungere una purezza e una chiarezza di suono assolute, presto divenuta la loro cifra stilistica. Inoltre mantengono da tempo un legame speciale con la musica scritta per la Sistina, tanto che nel 1994 furono proprio loro a essere invitati a cantare per inaugurare i restaurati affreschi di Michelangelo. Pochi mesi prima avevano celebrato il quarto centenario della morte di Palestrina con un concerto nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dove Palestrina era stato maestro di cappella.

Assieme ai Tallis, Phillips è apparso in oltre 2000 concerti e ha inciso più di 50 dischi, ma non si tratta solo di celebrare un grande talento. Il suo lavoro, infatti, ha incoraggiato l’interesse per la polifonia in tutto il mondo e ha stabilito uno standard talmente elevato da non poter essere ignorato. In questo modo ha contribuito all’innalzamento medio del livello delle esecuzioni ovunque. Anche grazie al suo lavoro fatto di concerti, registrazioni, pubblicazione di edizioni musicali e articoli scritti, la musica rinascimentale è arrivata inoltre a essere accettata come parte del repertorio classico comune. Il concerto sarà registrato da Radio Vaticana per successive trasmissioni.

di Marcello Filotei

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12 dicembre 2019

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