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Le molteplici gesta
del buon Samaritano

· Seconda stagione del programma «Nuovi Eroi» in onda su Rai 3 ·

C’è una televisione del narcisismo e dell’esibizionismo; ce n’è un’altra della paura che rende diffidenti e chiusi. Di nessuna delle due fa parte Nuovi Eroi: il programma prodotto dalla Stand By Me di Simona Ercolani e da Rai 3 con la collaborazione del Quirinale. La seconda stagione va in onda dal 13 gennaio scorso, tutte le sere dal lunedì al venerdì alle 20.25 su Rai 3. Come la precedente del 2019, anche questa stagione è composta da trenta puntate di circa venti minuti ciascuna: trenta storie vere, trenta voci di un coro non interessato ai riflettori, alla celebrità o al denaro.

Impegnato, invece, nella costruzione di un bene comune che può essere anche il futuro di un solo bambino: lo racconta la storia di Antonio La Cava, maestro elementare in pensione che ha sempre cercato di insegnare «la gioia di leggere» ai più piccoli. Oggi, all’età di 74 anni, si arrampica con un motocarro tremante e rumoroso per i borghi nascosti della Basilicata: lo fa per portare i libri a quei bambini che non hanno una biblioteca vicino casa, e arriva fino a un paesino dove c’è un bimbo soltanto. «Ma ne fa immaginare tanti altri di paesi nelle stesse condizioni», spiega Antonio, il cui donarsi appassionato è stato insignito, al pari di tutte le storie raccontate in Nuovi Eroi, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’Ordine al merito della Repubblica italiana. Un riconoscimento importante, a persone che hanno interpretato nel modo migliore il loro lavoro, o che hanno messo l’altruismo e il prossimo al primo posto nella loro vita, senza per questo sentirsi degli eroi.

Gaetano Fuso, per esempio, ex poliziotto malato di Sla, ha creato in Puglia un’associazione che aiuta persone nella sua stessa condizione a vivere il mare attraverso una spiaggia appositamente attrezzata. Eppure si considera soltanto uno che «attraverso l’aiuto offerto agli altri dà linfa vitale alla propria esistenza», e come lui la pensa Moustafa El Aoudi, marocchino emigrato da molti anni a Crotone: si definisce «una persona normale che ha fatto il suo dovere», anche se per salvare una donna aggredita da un uomo con un cacciavite ha rischiato la vita. Come Marco Omizzolo: un sociologo che per documentare le condizioni di lavoro dei braccianti indiani nelle campagne dell’Agro pontino si è infiltrato nella loro realtà drammatica e per le sue denunce è andato incontro a minacce di morte.

Avrebbe potuto scegliere strade più comode, ma ha preferito abbracciare i più fragili, quegli ultimi senza voce per cui lotta da 25 anni suor Elvira Tutolo, missionaria nella Repubblica Centrafricana. Convinta che «il contrario della paura è l’amore», ha creato un progetto per far adottare i bambini di strada da giovani famiglie del luogo, strappandoli ai gruppi armati nei quali facilmente finiscono per entrare. Ha affrontat0 violenza e arretratezza, suor Elvira, toccando il dolore fino a consumarsi e ad ammalarsi.

Appena ha ritrovato un po’ di forze, però, è tornata accanto alle sue giovani vite indifese, le stesse per cui si è messo al lavoro Roberto Morgantini con il suo progetto di Cucine Popolari, che a Bologna offrono un pasto caldo a chi ne ha più necessità attraverso mense divenute anche luogo di relazione per persone disagiate.

Come i tossicodipendenti e i senzatetto per cui don Renzo Zocca, parroco di una difficile periferia veronese, ha costruito centri di accoglienza. Per molti anziani in difficoltà, è arrivato addirittura a donare la sua casa d’infanzia, dopo aver convinto i fratelli a trasformarla in un residence intitolato ai suoi genitori. Se non sono eroi, quelli raccontati in questi luminosi documentari con la voce fuori campo di Veronica Pivetti e qualche breve spezzone di fiction tra le interviste ai protagonisti e ai loro amici e parenti, sono certamente campioni di umanità, persone convinte dell’importanza di costruire una comunità coesa dove brillino la gratuità e la solidarietà.

Sono frammenti di una realtà poco rumorosa, quotidiana fabbricatrice di speranza e fiducia. Sono storie nate a volte in un istante, da una scelta improvvisa come quella del poliziotto Riccardo Muci, che quando esplose una cisterna di gpl sul raccordo autostradale di Casalecchio di Reno, mise in salvo molte persone allontanandole da un’imminente esplosione, rimanendo gravemente ustionato.

Altre volte sono storie nate da una realtà personale faticosa, dolorosa, trasformata però in forza, come una ferita che diventa feritoia in cui entra energia. Massimiliano Sechi, per esempio, è nato con una grave forma di focomelia: ha le braccia fino ai gomiti e una gamba soltanto, ma possiede intelligenza e forza interiore straordinarie. Le ha sempre usate per vivere appieno la sua vita: è stato campione di videogiochi, ha iniziato a lavorare, guida l’automobile e ha incontrato l’amore. Non si è fermato davanti agli ostacoli, non ha mai smesso di lottare. «Ha una mente strepitosa e usa la tecnologia in maniera brillante», dice di lui un suo vecchio datore di lavoro. Si, perché Massimiliano quel posto l’ha lasciato per girare l’Italia a raccontare la sua vittoria, donando coraggio ai tanti che gli scrivono e lo cercano, motivandoli col suo «encomiabile esempio di reazione alle avversità, di spirito costruttivo e impegno sociale», recita la motivazione con cui gli è stato conferito il riconoscimento dal Quirinale.

Ascoltare il suo racconto commuove, dà coraggio, insegna e indica la strada, al pari di tutte le storie raccontate da questa televisione del vero e dell’utile, da quest’oasi di positività ossigenante abitata da persone che non vivono di chiacchiere ma di fatti concreti. Una televisione che tocca la vita nei suoi aspetti più delicati regalando la gioia di vedere il bene messo in luce, al centro del racconto.

Quel bene che siamo capaci di produrre, ricorda Nuovi Eroi, e che se praticato offre sempre una grande ricompensa. Fa bene lo Stato a incoraggiarlo, proteggerlo valorizzando queste storie; fa bene la televisione a dare loro visibilità, adoperando in modo sano, edificante, il suo potere.

di Edoardo Zaccagnini

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23 febbraio 2020

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