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Le meschine ragioni
della guerra

· Nel dossier delle comunità evangeliche in Italia ·

Paolo Uccello «Battaglia di San Romano» (1438)

Roma, 18. «La guerra azzera la nostra umanità, fatta di compassione e responsabilità verso la vita e la Terra che non ci appartengono. Per questo i cristiani oggi hanno il dovere di denunciare le meschine ragioni che sostengono le guerre, sottrarre legittimazione alle armi e praticare la pace e una teologia della pace qui e ora». È questo uno dei passaggi più significativi del dossier che la commissione Globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) ha realizzato in vista del «Tempo per il creato», annuale iniziativa ecumenica in programma dal 1° settembre al 4 ottobre.

«Armi e devastazione ambientale: armati per sradicare ogni forma di vita» è il tema attorno al quale ruoteranno le varie riflessioni liturgiche. Un tema — afferma nell’ampia introduzione al dossier Teresa Isenburg, membro della commissione Glam — che ha il vantaggio di essere «brutalmente concreto». Infatti, «è bene ritornare al principio di realtà e riflettere con attenzione sulle armi reali che falciano vite, distribuiscono sofferenze e distruggono ecosistemi», si legge nell’introduzione che affronta temi quali il commercio degli armamenti, il bando delle armi nucleari, ma anche la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in tempo di guerra e in situazioni di conflitto armato.

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