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Le mamme
dei tanti piccoli Alfie

Siamo un gruppo di mamme che hanno i loro figli ricoverati nei reparti di Pediatria, Rianimazione e Neuroriabilitazionc dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, a Palidoro, con diagnosi gravi e purtroppo infauste, in alcuni casi molto simili a quelle del piccolo Alfie Evans.

Vogliamo esprimere la nostra vicinanza ai suoi genitori, ai quali ci sentiamo profondamente legati nella comune sofferenza per la malattia dei nostri bambini.

Siamo grati ai medici per il grande lavoro di cura nei confronti di tutti i vostri pazienti e dello stesso piccolo Alfie.

E siamo grati allo stesso modo al nostro Ospedale Bambino Gesù, che ci consente di tenere in vita i nostri bambini, seppure in condizioni gravissime, mantenendo accesa una fiammella di speranza.

Curare, infatti, non significa solo guarire. E curando i bambini voi medici curate allo stesso tempo anche le nostre famiglie, permettendoci di stargli accanto e di sentirci utili.

Ogni istante di vita passato insieme ha un valore inestimabile per noi genitori.

I nostri figli non stanno soffrendo, stanno solo vivendo. E anche oggi hanno potuto sentire sul viso la bellezza e il calore del sole e delle nostre carezze.

Vi preghiamo di non privare della gioia di queste carezze il piccolo Alfie e i suoi genitori.

Le Mamme di Palidoro

Lettera da Palidoro per l’ospedale di Liverpool

«I nostri figli non stanno soffrendo, stanno solo vivendo» scrivono 49 mamme di bambini ricoverati a Palidoro nei reparti di pediatria, rianimazione e neuroriabilitazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, con gravi diagnosi, in vari casi simili a quelle del piccolo Alfie Evans. La lettera è stata inviata il 20 aprile dalla presidente del nosocomio vaticano, Mariella Enoc, al direttore dell’ospedale pediatrico Alder Hey di Liverpool dove è ricoverato il bimbo di quasi due anni per il quale i medici hanno stabilito la sospensione delle cure, e che invece il Bambino Gesù si è dichiarato disposto a ospitare. La lettera, concisa e fortissima, semplicemente testimonia — da parte di chi lo vive quotidianamente — come la persona esista oltre la malattia e la disabilità perché i figli delle mamme di Palidoro sono bambini e basta. Bambini in grande difficoltà, ma in grado di «sentire sul viso la bellezza e il calore del sole» e delle carezze delle loro mamme. Serve altro per qualificare un’esistenza come degna di vivere? Mentre la lettera per Liverpool era in partenza, una bimba di 5 anni ha bussato alla porta dello studio della presidente Enoc: era Madina, che contro ogni previsione è tornata a camminare, in procinto di ripartire per Gibuti. Prima di rientrare finalmente a casa accompagnata da suor Michela dell’Opera don Guanella, la bambina ha chiesto di passare al Bambino Gesù. Per dire semplicemente «grazie». (giulia galeotti)

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18 febbraio 2019

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