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​Le lusinghe della modernità l’altra arma dell’Occidente

· La Chiesa in Nigeria per una formazione completa dei giovani ·

I giovani sono chiamati a diventare autentici protagonisti, responsabili del futuro della Nigeria: della Chiesa locale così come della società civile. È questo il messaggio che è stato lanciato da una conferenza organizzata dalla African Cultural Heritage, in collaborazione con la Catholic Women Organisation Nigeria (Cwon), alla quale hanno preso parte più di duecento giovani provenienti da tutto il paese. «Rispondere alle sfide della gioventù, della famiglia e della società. La risposta dei millennial»: questo il tema dell’evento, della durata di due giorni, che è stato ospitato nella diocesi di Awka, capoluogo dello stato federato di Anambra, nell’area centromeridionale del paese. 

Si è partiti da una analisi realistica della realtà nigeriana. Che non è fatta, ovviamente, solo di violenze fondamentaliste o di scontri etnici che riguardano soprattutto alcune limitate area del paese. Ma anche per esempio di mancanza di lavoro, con la disoccupazione giovanile che arriva a sfiorare il 40 per cento: «Gli attuali sviluppi socio-economici e politici pongono alle giovani generazioni molteplici sfide: disoccupazione, abuso di droghe, facile cedimento alla violenza, sessualità vissuta in modo disordinato, truffe su internet e diffusione di notizie false», ha osservato nel suo intervento, riferisce l’agenzia Fides, la presidente della Cwon, Nwanneka Okolo.
Di qui la necessità, anzi l’urgenza, da parte in primo luogo della comunità cattolica, di curare con attenzione l’aspetto educativo. Proponendo ai giovani soprattutto modelli positivi e convincenti. In questa prospettiva, monsignor Paulinus Chukwuemeka Ezeokafor, vescovo di Awka, ha ricordato ai genitori e agli educatori come i giovani necessitano sempre più di valide figure di riferimento per orientarsi nelle difficoltà della vita. E ha sottolineato in particolare la necessità di presentare alle giovani generazioni figure di santi perché «sono sicuramente una fonte inestimabile di ispirazione e incoraggiamento». In questo senso, ha ricordato il presule, «diversi santi furono martirizzati perché rifiutarono di piegarsi alle pressioni del sesso, dei soldi, delle glorie mondane, dell’idolatria e della profanazione». E quindi, ha aggiunto, «leggere le loro vite ci sprona a seguire la giusta via nella nostra vita».

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14 novembre 2019

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