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Luci di Aleppo

· Le comunità cattoliche nella città stremata dalla guerra ·

Nella città-martire di Aleppo, sfiancata da oltre quattro anni di guerra civile, uomini, donne e bambini si aggirano tutto il giorno per le strade con latte di plastica e bottiglie, alla continua ricerca di un po’ d’acqua da bere. È questo lo scenario angoscioso raccontato all’agenzia Fides da Samaan Daoud, siro-cattolico damasceno, ex guida turistica, impegnato nei programmi sociali e assistenziali curati dalle comunità cristiane siriane, tra le quali quella dei salesiani. 

«L’emergenza acqua — ha detto Samaan — è resa insopportabile dal caldo soffocante di questi giorni. Le chiese distribuiscono senza interruzione l’acqua potabile estratta dai propri pozzi, ma la richiesta è altissima e non si riesce a soddisfarla». Anche la sete della popolazione viene usata come arma di pressione nella guerra civile che sconvolge il Paese: «Aleppo è una città ricca di risorse idriche — ha spiegato Samaan — ma i gruppi armati che controllano le pompe idriche chiudono i rubinetti per fare pressione sulla città. Non si sa quali trattative stanno tentando di imporre al Governo di Damasco, e usano l’approvvigionamento idrico come strumento di ricatto. Quelli che pagano il prezzo più alto sono i civili, che non c’entrano niente».

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22 maggio 2019

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