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Le immense necessità delle popolazioni di Haiti

· All'Angelus incoraggiato l'impegno degli organismi caritativi per il Paese colpito dal terremoto ·

Il Papa chiede per i minori immigrati la tutela da ogni forma di sfruttamento ed emarginazione

I minori immigrati siano tutelati, anche sul piano legislativo, contro ogni forma di emarginazione e sfruttamento. Lo ha chiesto il Papa all'Angelus di domenica 17 gennaio, in piazza San Pietro. Il Pontefice ha anche rivolto un nuovo appello alla solidarietà per venire incontro alle «immense necessità» delle popolazioni di Haiti colpite dal terremoto.

Cari fratelli e sorelle!
Nell'odierna domenica si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. La presenza della Chiesa a fianco di queste persone è stata costante nel tempo, raggiungendo traguardi singolari agli inizi del secolo scorso: basti pensare alle figure del beato vescovo Giovanni Battista Scalabrini e di santa Francesca Cabrini. Nel Messaggio inviato per l'occasione ho richiamato l'attenzione sui migranti e i rifugiati minorenni. Gesù Cristo, che da neonato visse la drammatica esperienza del rifugiato a causa delle minacce di Erode, ai suoi discepoli insegna ad accogliere i bambini con grande rispetto e amore. Anche il bambino, infatti, qualunque sia la nazionalità e il colore della pelle, è da considerare prima di tutto e sempre come persona, immagine di Dio, da promuovere e tutelare contro ogni emarginazione e sfruttamento. In particolare, occorre porre ogni cura perché i minori che si trovano a vivere in un Paese straniero siano garantiti sul piano legislativo e soprattutto accompagnati negli innumerevoli problemi che devono affrontare. Mentre incoraggio vivamente le comunità cristiane e gli organismi che si impegnano a servizio dei minori migranti e rifugiati, esorto tutti a tenere viva la sensibilità educativa e culturale nei loro confronti, secondo l'autentico spirito evangelico.
Oggi pomeriggio, a quasi 24 anni dalla storica Visita del Venerabile Giovanni Paolo II, mi recherò alla grande Sinagoga di Roma, detta Tempio Maggiore, per incontrare la Comunità ebraica della Città e porre un'ulteriore tappa nel cammino di concordia e di amicizia tra Cattolici e Ebrei. Infatti, malgrado i problemi e le difficoltà, tra i credenti delle due Religioni si respira un clima di grande rispetto e di dialogo, a testimonianza di quanto i rapporti siano maturati e dell'impegno comune di valorizzare ciò che ci unisce: la fede nell'unico Dio, prima di tutto, ma anche la tutela della vita e della famiglia, l'aspirazione alla giustizia sociale e alla pace.
Ricordo, infine, che domani si aprirà la tradizionale Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani. Ogni anno, essa costituisce, per quanti credono in Cristo, un tempo propizio per ravvivare lo spirito ecumenico, per incontrarsi, conoscersi, pregare e riflettere insieme. Il tema biblico, tratto dal Vangelo di san Luca, riecheggia le parole di Gesù risorto agli Apostoli: «Voi sarete testimoni di tutto ciò» (Lc 24, 48). Il nostro annuncio del Vangelo di Cristo sarà tanto più credibile ed efficace quanto più saremo uniti nel suo amore, come veri fratelli. Invito pertanto le parrocchie, le comunità religiose, le associazioni e i movimenti ecclesiali a pregare incessantemente, in modo particolare durante le celebrazioni eucaristiche, per la piena unità dei cristiani.
Affidiamo queste tre intenzioni — i nostri fratelli Migranti e Rifugiati, il dialogo religioso con gli Ebrei e l'unità dei Cristiani — alla materna intercessione di Maria Santissima, Madre di Cristo e Madre della Chiesa.

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16 ottobre 2019

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