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Galassie in Vaticano

Le galassie, ammassi di miliardi di stelle in forma di splendide spirali o di eleganti nuvole ellittiche, una volta venivano chiamate “universi isole” poiché sembravano così lontane da non correre il rischio di venirci addosso. Ma il mese scorso lo studio delle galassie, vicine e lontane, giovani e vecchie, è arrivato in Vaticano.

È stato infatti l’argomento di cui ha trattato la quattordicesima scuola estiva di astronomia osservativa e astrofisica dell’Osservatorio Vaticano.

Gli studenti in visita alla casa di Galileo Galilei

Queste scuole si svolgono ogni due anni nella sede della Specola Vaticana a Castel Gandolfo. Quella di quest’anno ha avuto inizio il 1° giugno e si conclude con l’udienza del Papa giovedì 26 e le ultime lezioni il venerdì 27.

Hanno partecipato a questa scuola venticinque studenti laureati e dottorandi in astronomia, provenienti da ventidue nazioni, dall’Argentina alla Tailandia, per trascorrere quattro settimane alla Specola Vaticana. Sono stati scelti da un gruppo di centoquaranta aspiranti, in quanto ritenuti, con molta probabilità, i più adatti a svolgere una valida e attiva carriera in astronomia.

L’altro criterio di scelta dei partecipanti è stato quello di non ammettere più di due studenti per ogni nazione di provenienza. Si è così ottenuto un gruppo con giovani di tutti i continenti — inclusi due dall’Africa, sei dal Sud America e otto dall’Asia — e con quasi il pareggio tra tredici studenti e dodici studentesse. La visita alla villa di Galileo e al museo Galileo di Firenze ha messo in evidenza un argomento di cui si è trattato a lungo in questa scuola: l’unione del vecchio e del nuovo, del vicino e del lontano, si può applicare non solo alla storia dell’universo, rivelata nelle galassie che gli studenti hanno studiato, ma anche alla storia dell’astronomia, rivelatasi in occasione della loro visita in Italia.

«Sapevo — continua Michele Trenti — che qui avrei trovato un’atmosfera globale e differente da quella ordinaria, con partecipanti che rappresentano differenti culture e mentalità del mondo. Ma ciò che mi ha sorpreso non è stato tanto il fare lezione a questi studenti, quanto il vivere a stretto contatto con loro e vedere quanto sono appassionati di astronomia».

A partire della prima scuola estiva del 1986, più di trecentocinquanta studenti hanno partecipato a questo programma. E più dell’85 per cento di loro sono tuttora astronomi professionisti; alcuni sono tra i più stimati nel loro campo.

Guy Consolmagno

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14 dicembre 2019

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