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Frontiere dell’ospitalità

· ​I Fatebenefratelli tra i malati d’ebola nei Paesi dell’Africa occidentale ·

L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, conosciuto anche come Fatebenefratelli, sta celebrando in tutto il mondo l’Anno delle vocazioni all’ospitalità. L’ospitalità — tradizione sempre attuale della nostra missione ospedaliera — è il carisma del nostro fondatore, del quale l’8 marzo ricorre la memoria liturgica.
Il capitolo generale dell’ordine, celebrato nel 2012 a Fátima, aveva dato la sua approvazione alla celebrazione di questo anno speciale, su proposta del gruppo dei giovani confratelli e collaboratori. Gli obiettivi sono da una parte celebrare e rivitalizzare l’ospitalità e dall’altra promuovere e incoraggiare la vocazione a questo carisma, come religiosi e come laici, nella Chiesa e in tutti i luoghi in cui il nostro ordine è presente: quasi 400 opere assistenziali e servizi in 53 nazioni.
Un’immagine evangelica attuale che definisce l’ospitalità è la risposta data all’epidemia di ebola in vari Paesi dell’Africa occidentale. Quattro nostri confratelli, una religiosa delle missionarie dell’Immacolata e tredici nostri collaboratori hanno perso la vita dopo essere stati contagiati dal virus assistendo i malati negli ospedali gestiti dall’ordine in Liberia e Sierra Leone.
Fedeli alla loro vocazione, i nostri confratelli e i collaboratori hanno preferito non abbandonare al proprio destino la popolazione colpita da questo virus mortale, e sono rimasti al loro posto. La radicalità della loro dedizione li ha portati a perdere la vita, mentre molti altri confratelli e collaboratori, pur affranti dal dolore, hanno continuato e continuano ancora a dare assistenza, come testimoni profetici e samaritani dell’ospitalità, e cioè come segni dell’amore e della presenza di Dio accanto alle persone che soffrono la durezza di questa tragedia.

di Jesús Etayo Arrondo

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19 agosto 2018

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