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Le forbici di Obama sull’America in crisi

· Eliminati duecento programmi federali per dimezzare il deficit entro la fine del 2012 ·

Portare il deficit dal 10,9 per cento del prodotto interno lordo (pil) al sette per cento entro il 2012 e al 4,6 nel 2013 attraverso un sostanzioso taglio della spesa pubblica, una riduzione che supererà i 1.000 miliardi di dollari in dieci anni. Ma allo stesso tempo investire sul futuro grazie a un aumento dei contributi per lo studio.

Barack Obama lancia la sfida decisiva, quella al deficit, varando una finanziaria che punta sul rigore, ma non dimentica lo sviluppo. Nel documento del budget, un volume di oltre 2.400 pagine, la Casa Bianca prevede una riduzione della spesa pubblica di novanta miliardi già quest’anno, la riduzione di programmi pubblici non essenziali per 400 miliardi di dollari in dieci anni e tagli alle spese militari di 78 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Lo spirito del provvedimento — ha spiegato il responsabile del budget della Casa Bianca, Jack Lew — è «tagliare le spese da una parte e investire di più nel futuro».

Nel concreto, sono previsti tagli ai sussidi energetici per i meno abbienti e il congelamento dei salari dei dipendenti pubblici, mentre saranno ridotte di diverse centinaia di milioni di dollari le risorse per diversi programmi di welfare. Il presidente ha proposto anche il congelamento del budget della Nasa per i prossimi cinque anni. I fondi dell’agenzia spaziale americana dovranno tornare ai livelli di un anno fa, a 18,7 miliardi di dollari (1,6 per cento in meno rispetto a quest’anno) e dovranno restare fermi a tale livello fino al 2016.

Ma i tagli potrebbero anche aumentare, visto che Obama si è detto disponibile a valutare ulteriori misure proposte dai repubblicani. Per quanto riguarda le misure fiscali, il budget prevede di chiudere definitivamente gli sconti sulle tasse per le fasce più ricche della popolazione, introdotti da George W. Bush. Saranno anche eliminate dodici esenzioni d’imposta di cui oggi godono i produttori di petrolio, gas e carbone che valgono maggiori entrate per 46 miliardi di dollari in dieci anni.

Sul fronte delle spese si registrano ancora alcuni pesanti strascichi della crisi con ulteriori 73 miliardi di dollari a carico dei contribuenti previsti nell’esercizio 2011-2012 per finanziare le due agenzie governative per la gestione dei mutui, Fannie Mae e Freddie Mac. L’Amministrazione Obama punta anche ad aumentare i finanziamenti per lo studio con contributi pubblici per il pagamento delle rette e per le spese di alloggio degli studenti.

Dal punto di vista macroeconomico, il budget 2011-2012 stima che la disoccupazione negli Stati Uniti potrebbe scendere all’8,6 per cento nel 2012 rispetto al 9,3 previsto per quest’anno. Il prodotto interno lordo dovrebbe crescere del 2,7 per cento nel 2011 rispetto al più 3,6 precedentemente ipotizzato, mentre la crescita nel 2012 è confermata a più 3,6. Le stime della Casa Bianca per quest’anno sono dunque più prudenti di quelle della Fed e del Fondo monetario internazionale. Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha infatti stimato la crescita statunitense tra il 3 e il 4 per cento, mentre il Fondo stima un più 3 per cento per il 2011.

Dure critiche alla finanziaria sono state espresse dai repubblicani. «Il progetto del presidente distruggerà posti di lavoro spendendo troppo, tassando troppo e indebitandosi troppo» ha dichiarato John Boehner, presidente della Camera dei Rappresentanti. La proposta di legge «non sta vincendo il futuro ma sta spendendo il futuro».

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