Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Le ferite del Pakistan

· Il Paese colpito dall'attentato più cruento degli ultimi due anni ·

È stato l'attentato più sanguinoso degli ultimi due anni in Pakistan. Si è consumata una strage nel villaggio di Yakaghund, nel nordovest del Paese: 102 i morti. L'attacco è stato compiuto da un attentatore suicida a bordo di una motocicletta: si è fatto saltare in aria all'ingresso di un ufficio dell'amministrazione locale. Subito dopo è deflagrata anche una vettura carica di esplosivo.

Non è ancora chiaro l'obiettivo dell'attentato: potrebbe trattarsi di leader tribali che dovevano riunirsi con il capo dell'amministrazione locale. Un portavoce dei talebani, Ikramullah Mohmand, ha rivendicato l'attacco. Se dunque non è ancora chiaro quale fosse l'obiettivo dell'attentatore suicida, è molto più palese la situazione in cui versa il Pakistan.

Il Paese continua a essere nella morsa delle violenze. E liberarsi da questa stretta non è certo facile. Le autorità di Islamabad, negli ultimi tempi, hanno incrementato gli sforzi per cercare di piegare la resistenza della guerriglia, la quale, a sua volta, non dà tregua: prosegue, infatti, nella sua azione destabilizzante. Lo stillicidio di attentati suicidi e imboscate continua.

Proprio in questi giorni il Governo di Islamabad ha deciso di costituire una task force per combattere più efficacemente il terrorismo. La decisione è stata presa durante un vertice sulla sicurezza nazionale convocato dal premier Gilani. L'organismo avrà il compito di assistere il Governo nel formulare una strategia, a breve e a lungo termine, per prevenire gli attentati che da tempo insanguinano gran parte del territorio pakistano. A riprova, poi, di una situazione critica, da ricordare che sempre in questi giorni è stato scoperto un piano per uccidere il presidente Zardari. Quattro sospetti terroristi sono stati arrestati dalla polizia, su indicazione dei servizi di sicurezza. L'attacco avrebbe dovuto aver luogo presso la presidenza del governatore del Punjab in occasione dell'arrivo del capo dello Stato.

E oggi si è avuta notizia di nuove violenze. Un agente di sicurezza è morto quando il veicolo su cui viaggiava è stato attaccato da un gruppo di miliziani. Il fatto è avvenuto nella regione tribale di Khyber, vicino al confine con l'Afghanistan. Le forze governative hanno poi reagito uccidendo un ribelle e catturandone altri due. Recentemente la comunità internazionale ha espresso il proprio apprezzamento per gli sforzi fatti dalle autorità di Islamabad nella lotta al terrorismo, all'interno del proprio territorio, dopo che erano state mosse critiche, in primo luogo dagli Stati Uniti, riguardo alla mancanza di una vera volontà nel tentare di estirpare la presenza talebana di altri gruppi estremisti.

Si segnala nel frattempo che domani, in Pakistan, i giornalisti sciopereranno. Il blackout informativo è stato deciso dalle organizzazioni dei giornalisti dopo che l'assemblea legislativa della provincia del Punjab ha approvato, all'unanimità, una risoluzione in cui accusa la stampa di «ricatto» e di «attentato alla democrazia» per aver denunciato che decine di personalità politiche pubbliche hanno presentato diplomi di laurea falsi per poter assumere il loro incarico. Fino a oggi, riferisce l'agenzia di stampa Ansa, quattordici parlamentari sono stati costretti a dimettersi a causa degli illeciti, mentre una speciale commissione sta indagando su decine di altri casi.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE