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Le donne bersaglio dell’Is

· ​A rischio soprattutto le candidate a cariche pubbliche ·

Il «mostruoso disprezzo della vita umana» mostrato dal cosiddetto Stato islamico (Is) nelle zone sotto il suo controllo in Iraq e Siria ha nelle donne istruite uno dei principali bersagli. 

Lo ha detto ieri la portavoce dell’alto commissariato dell’Onu per i Diritti umani, Ravina Shamdasani, riferendo di numerose donne giustiziate dall’Is in Siria e in Iraq. «Le donne istruite, le professioniste, in particolare le donne che si sono candidate per ricoprire una carica pubblica — ha avvertito Shamdasani — sono particolarmente a rischio. Nelle prime due settimane di quest’anno abbiamo notizia di tre avvocatesse giustiziate». Nel frattempo, dopo quella dei tredici ragazzi uccisi in gennaio dall’Is perché “colpevoli” di assistere a una partita di calcio in televisione, dall’Iraq è giunta ieri un’altra notizia data per certa da numerose fonti, ma sulla quale si cercano ancora riscontri e conferme. Il sito di notizie curdo Rudaw ha riferito che l’Is ha ucciso il sacerdote cristiano Murtada Ablahad, tenuto prigioniero a Mosul fin da quando i jihadisti avevano occupato la città, nel giugno scorso. La notizia dell’assassinio del sacerdote iracheno era già stata data due volte nei mesi scorsi, ma mai confermata.

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14 ottobre 2019

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