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Le dimissioni
del premier libanese

· Torna a crescere la tensione nel paese ·

Con una mossa a sorpresa e senza precedenti, il premier libanese Saad Hariri si è dimesso. Lo ha fatto sabato 4 novembre con un annuncio trasmesso dai media sauditi da Riad, dove si era recato in visita. Le dimissioni hanno suscitato vive polemiche, soprattutto da parte di Hezbollah, il movimento sciita libanese, partito di governo. Si teme ora un possibile riesplodere delle tensioni interne. 

l premier libanese Saad Hariri (Afp)

Hariri, figlio dell’ex premier Rafiq assassinato nel febbraio 2005 da un’autobomba sul lungomare di Beirut, ha scelto l’emittente Al Arabiya per annunciare le sue dimissioni dalla carica di premier, accusando l’Iran di «interferenze negli affari del mondo arabo» ed Hezbollah di «aver creato uno stato nello stato». Hairiri non ha risparmiato gravi accuse: «Stiamo vivendo in un clima simile all’atmosfera che c’era prima dell’assassinio del martire Rafiq Hariri. Ho capito che c’è una trama per attentare alla mia vita». Nei decenni scorsi, ha aggiunto «Hezbollah è stato capace di creare una situazione de facto grazie al potere del suo arsenale, che è stato usato anche contro i nostri fratelli siriani e yemeniti e anche contro il popolo libanese». Solo due giorni fa, l’ex premier libanese aveva incontrato a Beirut Ali Akbar Velayati, emissario della guida suprema della Repubblica islamica Ali Khamenei. Il giorno dopo era volato a Riad (dove era stato altre due volte nelle scorse settimane). Hariri era stato nominato primo ministro — carica che in Libano va attribuita a un sunnita in base al patto nazionale del 1943 — alla fine del 2016 al termine di una estenuante negoziazione che aveva visto alla fine l’elezione di Michel Aoun a presidente della Repubblica. La reazione di Hezbollah non si è fatta attendere. «Le dimissioni del premier Hariri sono state imposte dall’Arabia Saudita» ha detto il leader del movimento, Hassan Nasrallah. Di «accuse infondate» ha parlato anche l’Iran, che non ha lesinato critiche a Riad e a Israele.

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