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Le confraternite per l’Anno della fede

· Domenica messa in piazza San Pietro con Papa Francesco ·

Domenica 5 maggio le confraternite celebrano con Papa Francesco l'Anno della fede.   L’appuntamento è  in piazza San Pietro, alle 10. E' questa la conclusione di una tre-giorni di preghiera e di riflessione intensamente vissuta dai rappresentanti di tutte quelle aggregazioni che fanno delle opere di  misericordia e delle attività pastorali caritative uno stile di vita. Il tema scelto per queste giornate è «per le strade del mondo, testimoni della fede: le confraternite in pellegrinaggio alla tomba di San Pietro per la nuova evangelizzazione». Nel pomeriggio i pellegrini partecipano a celebrazioni in varie chiese: a Santa Maria dell’Orto gli spagnoli con il cardinale Cañizares Llovera; a Santa Maria in Traspontina gli anglofoni con l’arcivescovo Roche; a Trinità dei  Monti i francofoni con il vescovo Laffitte; e a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri gli italiani con il cardinale Bertone e l’arcivescovo Fisichella.

All’omelia il cardinale Bertone ha invitato in particolare «i presbiteri e i vescovi, a vigilare  con sollecitudine pastorale» sulle attività delle confraternite, ricordando come anch’egli personalmente abbia «avuto la gioia di accompagnarne tante nel servizio pastorale a Vercelli e a Genova, e di ammirarne lo zelo e la fedeltà». E in proposito ha richiamato l’esortazione della lettera agli Ebrei, contenuta nella prima lettura, dove si chiede di prestare «attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone». Perciò, ha detto il porporato, «le confraternite sono un’esperienza privilegiata in cui esercitare la fraternità, il reciproco stimolarsi e incoraggiarsi nella carità, nel servizio ai poveri, nella partecipazione alle riunioni». E in tal senso, la prima regola, la prima testimonianza data agli altri, è «l’amore vicendevole, il volersi bene tra confratelli».

Un secondo aspetto messo in luce dal celebrante è l’importanza della formazione. «le confraternite  — ha spiegato — sono ricche di tradizioni, ma sono chiamate a offrire ai loro membri anche alcuni momenti in cui approfondire le conoscenze liturgiche, bibliche, catechistiche».

Infine un terzo aspetto è quello «del vivere bene la dimensione ecclesiale», a livello sia parrocchiale, sia diocesano. «Le confraternite devono essere esemplari — ha affermato — nella collaborazione con i pastori e nel servizio alla comunità, secondo le esigenze indicate dal parroco o dal vescovo». E «questo non soltanto nelle grandi cose, nei compiti più rilevanti, ma anche e soprattutto per le necessità ordinarie, umili, nascoste». Da qui l’invocazione conclusiva affinché il pellegrinaggio romano porti alle confraternite «abbondanti frutti spirituali. La partecipazione a questo evento di grazia — ha auspicato il cardinale Bertone — possa farvi crescere sia personalmente sia come associati». Anche perché — ha concluso —  «l’Anno della fede spinge i movimenti e i gruppi ecclesiali a ritrovare nella nuova evangelizzazione un elemento di comune partecipazione per il cammino della Chiesa».

In precedenza il porporato aveva ricordato come nella lettera apostolica Porta fidei Benedetto xvi avesse delineato «fin dall’inizio e chiaramente quali sarebbero state le caratteristiche essenziali e spirituali di tale evento», sottolineando che «l’immagine della porta è quanto mai felice ed efficace, perché Gesù stesso la utilizzò quando disse: “Io sono la porta delle pecore” (Giovanni 10, 7). Questa autorivelazione di Gesù — ha proseguito il cardinale Bertone — ci dice che Lui è il passaggio ben definito che occorre attraversare per entrare nello spazio di Dio, nella vita di Dio. Un passaggio stretto, ma aperto sempre e per tutti. Un simbolo, questo della porta, che trova una realizzazione forte nelle Porte sante dei Giubilei». E sebbene l’Anno della fede non sia un Giubileo, per analogia è comunque possibile  affermare «che anche i pellegrinaggi di questo Anno speciale conducono a Cristo Porta fidei: è Lui, in effetti, la porta della fede, e se voi siete qui è perché avete scelto Lui come via e come passaggio decisivo della vostra vita, sia personale sia comunitaria». E questo — ha concluso — «è una salutare provocazione per l’intelligenza e la libertà dell’uomo».

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17 settembre 2019

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