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Le confraternite al servizio della carità e della devozione popolare

· Messa del cardinale Bertone in piazza San Pietro ·

Un'esortazione a «riscoprire e ad approfondire» l'identità peculiare di laici impegnati all'interno della realtà ecclesiale, è stato rivolto dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, nel decimo anniversario della Confederazione delle Confraternite d'Italia.

Nei caratteristici abiti tradizionali, con cappe, stendardi e labari, migliaia di persone si sono date appuntamento dalle oltre tremila realtà sparse nel Paese, per il XIX Cammino di fraternità svoltosi sabato 13 e domenica 14 novembre. Momento culminante, la partecipazione all'Angelus di Benedetto XVI in piazza San Pietro, dove il Papa ha salutato le confraternite, ringraziandole per il loro «impegno spirituale e sociale». In precedenza avevano assistito alla messa celebrata dal porporato, guidati dal vescovo Armando Brambilla, assistente nazionale, e dal presidente della Confederazione Francesco Antonetti, con i membri del consiglio direttivo nazionale, i sacerdoti padri spirituali, i priori e le priore di tutta Italia.

Dopo aver ricordato che egli stesso ha «vissuto un profondo e fecondo legame con le confraternite, avendole conosciute e seguite da vicino, soprattutto durante il ministero episcopale a Genova», il cardinale Bertone ha invitato i presenti a «testimoniare, a rinnovare e a rinsaldare il legame con il Successore di Pietro. È la Chiesa oggi che vi prende tra le sue braccia — ha spiegato — e con forza vi sostiene e vi incoraggia nel vostro quotidiano compito di annunciare Cristo, secondo gli esempi di santità del passato, e fedeli a quanto il Signore suscita in mezzo a voi».

Il porporato ha poi accennato al precedente convegno, del 10 novembre 2007, quando il Papa nella stessa piazza San Pietro sottolineò come la Chiesa in Italia avesse bisogno anche delle Confraternite «per far giungere l'annuncio del Vangelo della carità a tutti, percorrendo vie antiche e nuove». Eredi di una antica e feconda storia che ha radici millenarie, lungo i secoli le confraternite hanno testimoniato questa consegna del Pontefice per l'annuncio del Vangelo e la pratica concreta della carità, quali elementi distintivi della loro peculiare presenza nella Chiesa e nella società. Una trama di fede e di solidarietà — l'ha definita il cardinale celebrante — che «ha caratterizzato fino a oggi» questa lunga storia. «Nel desiderio di rendere concreto — ha affermato — lo sguardo d'amore di Cristo verso ogni essere umano, senza distinzioni, avete dato vita a molteplici opere incentrate sull'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, sulla pietà popolare, sulla fraternità, cercando di offrire risposte concrete ai bisogni e alle necessità del territorio». Per questo «sullo sfondo di questo secolare cammino nella Chiesa e con la Chiesa», il segretario di Stato ha riproposto i cinque «criteri di ecclesialità» contenuti nell'Esortazione postsinodale Christifideles laici di Giovanni Paolo II, del 1988: il primato della vocazione di ogni cristiano alla santità; la confessione di tutta la fede cattolica; la comunione col vescovo e con tutte le altre realtà ecclesiali; la conformità e la partecipazione al fine apostolico della Chiesa; l'impegno ad essere presenti, come «sale» e «lievito», nella realtà umana. «Questi sapienti criteri — ha evidenziato — segnano il confine tra i gruppi e movimenti ecclesiali che possono essere detti “cattolici” e quelli che non si possono definire tali. Essi perciò indicano un cammino chiaro da compiere di generazione in generazione».

Successivamente il cardinale Bertone ha commentato le letture dalla 33ª domenica del tempo ordinario. «Vivere oggi il Vangelo — ha detto in proposito — è impegnativo e faticoso, perché la lotta fra il bene e il male è forte in un mondo che sembra aver smarrito il senso di Dio e della sua Legge. Per questo occorre alimentare costantemente la fede con la Parola di Dio e i Sacramenti, mettendo al centro della vita e delle nostre famiglie l'Eucaristia domenicale, come un pozzo profondo dal quale attingere acqua sempre fresca e ristoro per il cammino quotidiano». In tale contesto «anche l'esperienza all'interno delle confraternite chiede di essere sempre rinnovata mediante la formazione e il cammino spirituale; un rinnovamento che necessariamente passa attraverso la meditazione della Sacra Scrittura e l'attenzione al Magistero della Chiesa».

Quindi il porporato si è rivolto ai sacerdoti e padri spirituali, ringraziandoli per il servizio svolto e incoraggiandoli a dispensare il nutrimento della Parola, ponendo al centro della loro opera la formazione, soprattutto rivolta alle giovani generazioni. «Aiutate — ha aggiunto — a riscoprire l'autentico valore della pietà popolare innestata nella liturgia ben vissuta e partecipata. Valorizzate il grande patrimonio di arte e cultura presente nei vostri oratori, le belle tradizioni processionali e i riti secolari della Settimana Santa, i simboli pubblici della fede, la devozione alla Madonna e ai santi Patroni, e soprattutto l'adorazione all'Eucaristia: tutti aspetti della vita delle confraternite». Inoltre ha esortato tutti i presenti a «vivere secondo criteri di verità e di giustizia all'interno delle realtà comunitarie». Di conseguenza le confraternite sono chiamate a «brillare per la concordia, la fraternità, l'amore vicendevole, per offrire un'esemplare testimonianza evangelica ed essere lievito, luce e sale all'interno della società». Ecco allora il monito a «non lasciarsi contaminare dallo spirito di divisione e di discordia, rimanendo uniti nella carità di Cristo, segno distintivo di ogni comunità cristiana», attraverso le «opere di misericordia corporale e spirituale» e l'attenzione «alle nuove povertà» per rispondere, «a nome della Chiesa, ai fratelli nella necessità».

Infine il cardinale ha consegnato idealmente ai presenti l'enciclica di Benedetto XVI Deus caritas est , laddove «afferma che se anche si raggiungesse un ordinamento statale giusto, per cui tutti avrebbero il necessario per vivere dignitosamente, ci sarà sempre posto per l'amore che si fa dono, soprattutto per gli ammalati, gli anziani e i più indifesi, come i bambini e gli emarginati». Perché — ha spiegato — «l'amore gratuito e disinteressato» deve trovare «continuo spazio nella vita» delle confraternite.

Infine il segretario di Stato ha rievocato il decennale della fondazione della Confederazione, eretta con decreto del 14 aprile 2000 dalla Conferenza episcopale italiana. «Un dono che i vescovi hanno voluto fare alle confraternite», l'ha definita, esortando a sostenerla con un'adesione attiva. «Sappiate essere — ha concluso — fautori di unità, di comunione, di collaborazione con tutte le varie componenti della comunità cristiana, costruttori di comunione nelle parrocchie, nelle diocesi e negli ambienti sociali».

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