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Le colonne di Palmira

· ​Non tutti i monumenti sono andati distrutti ·

Il Corano contiene l’arcana menzione di una città scomparsa: «Iram delle Colonne». I commenti (le storie) e le leggende popolari che raccontano di come questa città incantata appaia e scompaia in diversi luoghi hanno contribuito a renderla ancora più misteriosa. 

Il tempio di Bel a Palmira prima e dopo le distruzioni

La critica ne ha facilmente individuato il prototipo reale nel tempio nabateo Ar-Rum nella attuale Giordania che, in effetti, è adornato da numerose colonne. Ma le parole della sacra scrittura hanno un significato più ampio, in cui le colonne sono la cosa più importante: l’immagine di una civiltà scomparsa, o meglio di molte antiche civiltà, la rappresentazione della precarietà della prosperità mondana. E anche questa rappresentazione è assolutamente concreta. In tutto il Medio Oriente e nella Penisola arabica sono presenti numerosi monumenti risalenti ad antiche culture: le colonne degli antichi templi yemeniti, le colonne dei templi nabatei, le colonne di Gerasa, di Apamea, di Bosra e così via. Lo scrive Michail Borisovič Piotrovskij, direttore direttore del Museo Statale dell’Ermitage, aggiungendo che Palmira occupa un posto speciale tra questi. Inimitabile per il fasto delle sue antiche rovine, simboleggia contemporaneamente il trionfo dell’opera dell’uomo, la sua fusione con la natura e la debolezza dell’orgoglio. La sua storia — la prosperità commerciale, le vittorie militari e politiche, il regno romantico della regina Zenobia — tutto ciò rappresenta al contempo l’orgoglio della bellezza e la sua caducità. Queste espressive colonne e mura si ergevano lungo le antiche vie carovaniere ed erano ammirate da tutti coloro che si dedicavano al commercio, praticamente quindi da tutti gli abitanti della Penisola arabica. Esse hanno ispirato il pensiero filosofico dei poeti arabi, le cui meditazioni sono state recepite dal Corano sotto forma di predica.

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19 marzo 2019

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