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Le cavallette minacciano
le produzioni agricole

· Allarme della Fao non solo in Africa ·

L’ottava piaga d’Egitto, l’invasione delle cavallette, minaccia la produzione agricola dello Yemen, del Sudan, dell’Eritrea, dell’Etiopia e del nord della Somalia, e dunque la sussistenza delle popolazioni locali. Nei prossimi tre mesi le economie di questi Paesi già fortemente a rischio rischiano di subire danni irreparabili dalla possibile invasione di questi insetti, un cui piccolo sciame consuma la stessa quantità di cibo in un giorno di quasi 35.000 persone. L’allarme arriva dalla Fao che sottolinea la grave minaccia per la sicurezza alimentare delle popolazioni di questi luoghi. Infatti la stagione riproduttiva estiva delle locuste è stata amplificata dalle forti piogge che hanno interessato queste zone dell’Africa. Se questa situazione dovesse peggiorare, avverte la Fao, si potrebbero avere invasioni di sciami anche lungo il Mar Rosso, durante la prossima stagione invernale a partire da novembre.

L’assalto delle cavallette nei cieli di Sana’a (Afp)

Queste dannose creature, il cui nome scientifico è locusta migratoria, in sciami di oltre dieci milioni di esemplari, arrivano a percorrere 150 chilometri al giorno, aiutate dal vento. La durata di vita di queste cavallette, che consumano ogni giorno una quantità di cibo fresco equivalente al proprio peso, e dunque quasi due grammi al giorno, è all’incirca di tre mesi, nel corso dei quali una locusta del deserto femmina può deporre fino a 300 uova.

In particolare lo Yemen, attualmente colpito dalla peggiore crisi umanitaria al mondo, è a forte rischio della formazione di sciami di locusta migratoria già questa settimana. E se dovessero permanere le forti piogge che hanno interessato la regioni in questo periodo non è escluso che un’altra generazione di stock riproduttivi potrebbe interessare il Paese già entro la fine di agosto.

Nel nord-est della Somalia, sciami maturi di locuste sono stati segnalati in varie località nelle ultime settimane. Le locuste hanno causato gravi danni alle colture. Le bande larvali si stanno formando, inoltre, lungo la costa nord-occidentale e su quella nord-orientale grazie alle uova lasciate dagli sciami. Per quanto riguarda il Sudan, ci sono molte popolazioni di locuste adulte già presenti nella Valle del Nilo, mentre le popolazioni adulte sono già apparse sulla costa del Mar Rosso e da lì si vanno diffondendo nei Paesi vicini. Secondo la Fao sono dunque necessarie operazioni di controllo urgenti per prevenire la diffusione delle cavallette e salvare le colture. Al fine di porre parzialmente rimedio alla situazione, mettere in atto misure urgenti per rafforzare le operazioni di sorveglianza e controllo nelle aree di riproduzione la Fao è stata in grado di mobilitare i primi fondi grazie al sostegno del Belgio. Inoltre l’organizzazione delle Nazioni Unite ha lanciato un appello alla comunità internazionale perché si impegni in favore di questi Paesi.

L’obiettivo è quello di proteggere gli agricoltori, i produttori di bestiame e le popolazioni nomadi che vivono nelle zone infestate, i loro mezzi di sussistenza e prevenire eventuali danni che potrebbero essere causati da invasioni ancora più gravi di locuste sulla loro produzione agricola e pascoli. Infine la Fao invita tutti i Paesi a monitorare i loro campi mettendo in atto regolari ispezioni e adottando misure di controllo appropriate per rilevare possibili macro riproduzioni che potrebbero portare a grandi e gravi invasioni di locuste.

di Anna Lisa Antonucci

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18 settembre 2019

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