Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

L’avvenimento Taizé

· Riconciliazione come sfida globale ·

È un’amicizia che dura dal 1962, da quando cioè fratel Roger fece visita al patriarca ecumenico Atenagora a Istanbul e, insieme, decisero la creazione a Taizé di un centro monastico ortodosso animato dall’archimandrita Damaskinos, futuro metropolita di Svizzera. Centro che sarà poi spostato, anni dopo, a Chambésy. Taizé e Costantinopoli: i ricordi ma anche l’attualità legati a questa ininterrotta collaborazione sono stati al centro della visita, oggi, martedì 25, del patriarca ecumenico Bartolomeo alla comunità borgognona, ultima tappa di un viaggio che lo ha portato prima in Svizzera, per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Centro ortodosso di Chambésy, vicino a Ginevra, e partecipare alle celebrazioni organizzate per i suoi venticinque anni alla guida del patriarcato. «Non posso dimenticare — ha detto il priore, fratel Alois, rivolgendosi a Bartolomeo — l’accoglienza calorosa che ci avete riservato, con alcuni miei fratelli, nel Natale 2005. Così calorosa che, qualche anno più tardi, con un centinaio di giovani di venticinque paesi siamo venuti in pellegrinaggio da voi». 

Icona della Vergine Maria nella chiesa della Riconciliazione a Taizé

A sua volta il patriarca — nell’allocuzione di cui a lato pubblichiamo ampi stralci — ha sottolineato l’importanza che riveste Taizé per la Chiesa ortodossa. Il lavoro insieme, per promuovere una cultura della solidarietà, il rispetto degli altri, il dialogo: l’arcivescovo di Costantinopoli lo ha messo in evidenza a più riprese, sia a Chambésy sia al Centro ecumenico del World council of churches a Ginevra, visitato ieri, lunedì 24. «Oltre a sensibilizzare le coscienze, dobbiamo partecipare a iniziative e misure concrete. Dobbiamo intensificare la mobilitazione a livello di azione», ha esortato Bartolomeo, rivolgendosi ai rappresentanti del Wcc. «Essere reciprocamente responsabili nel nostro impegno per il dialogo — ha risposto il segretario generale, reverendo Olav Fykse Tveit — può aiutarci a trovare nuovi percorsi sostenibili. Il dialogo ecumenico può servire il mondo come via sia della croce che della risurrezione. La nostra fede comune in Gesù Cristo è nella sua essenza: la speranza».

Se è la prima volta che un patriarca ecumenico di Costantinopoli visita la vostra comunità — siamo particolarmente lieti che ci sia stata offerta questa opportunità — i legami di Taizé con il patriarcato ecumenico risalgono a un passato lontano. Era il 1962, infatti, quando fratel Roger si recò per la prima volta in visita al patriarca ecumenico Atenagora, a Costantinopoli. Fratel Roger è presto diventato un fratello di cuore dell’ortodossia, in quanto la missione ecumenica che intendeva svolgere abbracciava ampiamente tutte le famiglie del cristianesimo, ognuna secondo l’identità che le era propria. Sappiamo che avete conservato fino a oggi l’icona che Atenagora gli aveva affidato. Questa icona della Madre di Dio non rappresenta solo lo spirito di fraternità che cerchiamo di far crescere all’ombra della protezione della nostra Madre comune, la Vergine Maria, ma anche e più in generale la prospettiva nella quale s’iscrive la nostra preghiera a favore dell’unità dei cristiani.

Come a marcare il legame incrollabile fra Taizé e l’ortodossia, il 15 aprile 1963, a Taizé è stata posata la prima pietra di una cappella ortodossa, confermando con quel gesto la presenza immutabile del cristianesimo d’Oriente tra quelle mura. Oggi ci ricevete in questa bella chiesa della Riconciliazione. Il tema della riconciliazione è centrale nel cristianesimo e occorre distinguere, a nostro parere, tre livelli di lettura. Il primo è il rapporto della riconciliazione dell’umano con il divino. L’opera di Cristo nel mondo è un’opera di riconciliazione che va al di là della religione in quanto lega verticalmente e orizzontalmente Creatore e creature. La riconciliazione in Cristo pone quest’ultimo al centro di ciò che fa l’umanità, in quanto immagine di Dio, e in un rapporto dinamico di somiglianza. Cristo è riconciliazione.

di Bartolomeo

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 ottobre 2018

NOTIZIE CORRELATE