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Lavoro nero e precariato
uccidono la dignità

· Alla settimana sociale dei cattolici italiani ·

«Il lavoro in nero e il lavoro precario uccidono». Con una forte denuncia Papa Francesco ha aperto la quarantottesima settimana sociale dei cattolici italiani, in corso a Cagliari dal pomeriggio di giovedì 26 a domenica 29 ottobre.

Diego Rivera «Lavoratori»

Attraverso un videomessaggio trasmesso all’inizio dei lavori, il Pontefice si è soffermato sul tema di quest’anno «Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale», ribadendo che «senza lavoro non c’è dignità» e precisando però anche che «non tutti i lavori sono “degni”». Alcuni di essi, infatti, «umiliano la dignità delle persone», altri «nutrono le guerre con la costruzione di armi» o «svendono il valore del corpo con il traffico della prostituzione» o ancora «sfruttano i minori».

Quindi il Papa ha ricordato che «offendono la dignità del lavoratore anche il lavoro in nero, quello gestito dal caporalato, i lavori che discriminano la donna e non includono chi porta una disabilità». Così come il lavoro precario, che costituisce una «ferita aperta per molti lavoratori» angosciati dal «timore di perdere l’occupazione». E in proposito ha confidato: «Io ho sentito tante volte questa angoscia» della «precarietà totale. Questo — ha ammonito — è immorale. Questo uccide: uccide la dignità, uccide la salute, uccide la famiglia, uccide la società».

Inoltre il Pontefice ha espresso preoccupazione «per i lavori pericolosi e malsani, che causano centinaia di morti e di invalidi», sottolineando che è «la dignità del lavoro la condizione per creare lavoro buono». Ecco perché, ha detto, «bisogna difenderla e promuoverla».

Infine il Papa ha rivolto un pensiero «ai disoccupati, agli scoraggiati e ai sottoccupati. A loro dico: non perdete la fiducia. Lo dico anche a chi vive nelle aree del sud d’Italia più in difficoltà», ha concluso.

Il videomessaggio

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20 settembre 2019

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