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L’Austria
sceglie l’Europa

· Battuto di un soffio alle presidenziali il candidato della destra ·

Alexander Van der Bellen, candidato indipendente appoggiato dai Verdi, è il nuovo presidente dell’Austria. Al ballottaggio, ha battuto per una manciata di voti Norbert Hofer, leader della destra populista ed euroscettica. Dopo lo scrutinio dei voti per posta, Van der Bellen — professore universitario di 72 anni — ha superato Hofer (del Fpö, il Partito della libertà), aggiudicandosi la vittoria finale con solo 31.000 voti di scarto.

Il presidente austriaco Van der Bellen festeggia  con i suoi sostenitori  i risultati delle presidenziali (Ansa)

Van der Bellen ha ottenuto il 50,3 per cento dei voti, mentre Hofer si è fermato al 49,7 per cento. Il candidato indipendente ha conquistato Vienna e le regioni del Tirol, del Vorarlberg e dell’Oberösterreich. Il leader nazionalista ha invece vinto nel resto dell’Austria: Kärnten, Salzsburg, Steiermark, Niederösterreich e Burgenland. Oltre a Vienna, anche le altre grandi città hanno trainato il candidato ecologista: da Salisburgo a Linz, da Graz a Innsbruck. Mentre le ampie aree costituite da valli e montagne hanno preferito le proposte populiste di Hofer. Senza i decisivi voti per corrispondenza, la vittoria sarebbe andata a Hofer, che sarebbe diventato il primo capo di Stato della destra radicale in un Paese del blocco comunitario. Hofer ha ammesso la sconfitta. Le elezioni presidenziali hanno fatto registrato un’affluenza record alle urne: il 72,7 per cento degli aventi diritto, di gran lunga superiore al 53,6 per cento del 2010. «Da presidente mi metterò al servizio di tutti gli austriaci. Inizierò da subito a riconquistare la fiducia degli elettori di Hofer, al quale va il mio rispetto», ha precisato il presidente designato nella sua prima dichiarazione ufficiale. Van der Bellen, che si è subito sospeso dai Verdi e che giurerà l’8 luglio prossimo, ha ricordato che «si è parlato molto di polarizzazione, ma Hofer e io siamo semplicemente le due metà che assieme formano questo grande Paese. Nessuna di queste due metà è più oppure meno importante dell’altra».

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20 marzo 2019

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