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L’Austria non cambia idea
sui migranti

Nonostante lo scontro con l’Europa, l’Austria avvia la stretta sui profughi. Il Governo di Vienna, in aperta sfida con l’Ue, ha attuato la decisione di ripristinare i controlli alle frontiere e di accettare solo ottanta richiedenti asilo al giorno. 

Dal canto suo, il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maizière, ha avvertito che Berlino non resterà a guardare e ha minacciato generiche «conseguenze» se a uscirne danneggiata sarà la Germania. Ma il cancelliere austriaco, Werner Faymann, nonostante le critiche, ha precisato a conclusione del vertice del Consiglio europeo di Bruxelles che il suo Paese andrà avanti nell’applicazione delle misure annunciate. «Non stiamo stabilendo a zero il tetto dei rifugiati da accogliere, ma adesso è il turno degli altri di farsi carico della situazione», ha spiegato il cancelliere. Durante il summit, Faymann ha spiegato di avere fatto il possibile e di non avere, al momento, alternative al tetto di ingressi. «Se tutti accettassero i nostri stessi numeri — ha dichiarato alla stampa — potremmo distribuire due milioni di rifugiati». A Bruxelles, i leader europei hanno discusso a lungo delle conseguenze a cascata che potrebbero innescarsi (o si sono già innescate) a causa del provvedimento di Vienna, evocando un «rischio umanitario» in Grecia.

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19 luglio 2019

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