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L’Austria accolga i profughi

· Lettera di Juncker sulla questione dei ricollocamenti ·

Nessuno sconto dell’Unione europea a Vienna sui ricollocamenti dei profughi. «Confido — ha infatti scritto ieri il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, al cancelliere austriaco, il socialdemocratico Christian Kern — che l’Austria adempia agli obblighi di legge e avvii il ricollocamento dei richiedenti asilo dall’Italia e dalla Grecia». 

Migranti soccorsi dal dispositivo europeo al largo della Libia (Reuters)

A fine marzo — ricordano gli analisti politici — Kern aveva chiesto un’esenzione da nuovi ricollocamenti, affermando che la sua quota di 1900 unità era già stata raggiunta tenendo conto degli ingressi illegali. «La Commissione Ue è pronta a discutere come assistere le autorità austriache — ha scritto Juncker nella missiva, in tedesco, di tre pagine — affinché adempiano gradualmente ai loro obblighi. Naturalmente, terremo conto della solidarietà che l’Austria ha dimostrato in passato», ha assicurato. Il presidente della Commissione ha spiegato di comprendere le preoccupazioni del cancelliere per i flussi di migranti irregolari, ma ha ricordato a Kern come i controlli siano migliorati con la nascita dell’Agenzia europea delle guardie costiere e delle guardie di frontiera e con gli hotspot in Italia e Grecia che — ha precisato — «sono pienamente operativi». La ridistribuzione è «espressione di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità. Per questo è necessario il coinvolgimento attivo di tutti gli stati membri» ha concluso Juncker. Il piano di ridistribuzione nei paesi dell’Unione europea di 160.000 richiedenti asilo giunti in Italia e in Grecia dal settembre 2015 prevede che Vienna accolga poco più di 1900 richiedenti asilo. E secondo fonti della Commissione, nessuno dei quasi 27.000 migranti finora ricollocati è arrivato in Austria. Nonostante ciò, il governo di Vienna sostiene di avere accolto un numero di richiedenti asilo (90.000 nel 2015 e 30.000 nel 2016) persino superiore all’Italia in percentuale alla sua popolazione di otto milioni e mezzo. Sullo sfondo — indicano gli osservatori — ci sono le elezioni politiche dell’anno prossimo, in cui il governo non vuole lasciare spazio alla destra xenofoba del Fpö.

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