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Laura Montoya y Upegui

Santa Laura Montoya y Upegui, «prima santa nata nella bella terra colombiana, ci insegna — sono sempre le parole del Papa — a essere generosi con Dio, a non vivere la fede da soli, come se fosse possibile vivere la fede in modo isolato, ma a comunicarla, a portare la gioia del Vangelo con la parola e la testimonianza di vita in ogni ambiente in cui ci troviamo». Questa religiosa vissuta con gli indios ci invita «a vedere il volto di Gesù riflesso nell’altro, a vincere indifferenza e individualismo, accogliendo tutti con amore, donando loro il meglio di noi stessi e soprattutto condividendo con loro ciò che abbiamo di più prezioso: Cristo e il suo Vangelo». Strumento di evangelizzazione prima come insegnante e poi come madre spirituale degli indigeni, infuse loro la speranza «accogliendoli con l’amore appreso da Dio e portandoli a Lui con una efficacia pedagogica che rispettava la loro cultura e non si contrapponeva a essa. Nella sua opera di evangelizzazione madre Laura si fece veramente tutta a tutti, secondo l’espressione di san Paolo. Anche oggi le sue figlie spirituali vivono e portano il Vangelo nei luoghi più reconditi e bisognosi, come una sorta di avanguardia della Chiesa». Grandi i festeggiamenti nel Paese di origine della nuova santa. «Vi sono troppi personaggi malvagi entrati nella memoria collettiva dei colombiani» ha detto ad esempio monsignor Omar Alberto Sánchez Cubillos, vescovo di Tibú e «la canonizzazione di suor Laura ricorda al Paese che ci sono anche altre persone piene di virtù, di generosità e servizio». Del resto, ha scritto in una nota la Conferenza episcopale colombiana, «la vita di madre Laura non è una utopia, ma un programma concreto che può essere raggiunto con l’aiuto di Dio e la generosa risposta dell’uomo».

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15 dicembre 2019

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