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Tutti siamo americani

· Obama e Castro annunciano la svolta e ringraziano Papa Francesco per la sua mediazione ·

 «Porremo fine a questo approccio ormai vecchio: todos somos americanos». Suonano come una forte presa di coscienza, satura di realismo e speranza, le parole pronunciate ieri dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. L

La gioia dei cubani dopo l’annuncio del disgelo politico (La Presse/Ap)

o storico annuncio della ripresa delle relazioni diplomatiche con Cuba è stato dato in contemporanea anche all’Avana dal presidente Raúl Castro: «Le cose principali sono state risolte; questo non vuol dire che l’embargo economico sia stato risolto. Restano delle differenze».

Entrambi i leader hanno riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dalla Santa Sede nella ripresa del dialogo. «Voglio ringraziare Papa Francesco» ha detto Obama. Allo stesso modo Castro ha fatto riferimento alla Santa Sede «e in particolare a Papa Francesco» per la sua mediazione.

Dopo mezzo secolo di ostilità — era il 1961 quando il líder maximo Fidel Castro scelse di allearsi con Mosca rompendo le relazioni diplomatiche con Washington, circa un anno prima della tragica crisi dei missili — i due leader hanno deciso di sedersi a uno stesso tavolo. «Cominceremo a normalizzare le nostre relazioni: c’è una storia complicata, ma adesso inizia un nuovo capitolo» ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca, senza farsi illusioni perché «ci sono fra noi differenze in politica, economia e filosofia». Per Castro, «la decisione di Obama merita il rispetto e la riconoscenza del nostro popolo».

La svolta si è consumata in poche ore e in maniera riservatissima. Martedì pomeriggio i due leader hanno avuto un colloquio telefonico, il primo in assoluto tra un presidente americano e un leader cubano da più di mezzo secolo. È seguito uno scambio di prigionieri: Cuba ha rilasciato Alan Gross, 65 anni, arrestato cinque anni fa per spionaggio, in cambio della liberazione di tre membri dei servizi cubani arrestati in Florida nel 1998. Insieme a Gross, Cuba avrebbe rilasciato anche un agente segreto americano la cui identità è ancora sconosciuta.

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24 agosto 2019

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