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L’Asia ha bisogno di giustizia e pace

· ​In una conferenza a Bangkok le commissioni episcopali illustrano i conflitti nel continente e l’impegno dei cattolici ·

La lotta al terrorismo islamico, la difesa delle minoranze religiose, la condizione femminile in una società complessivamente patriarcale, i conflitti interni legati a interessi economici e allo sfruttamento delle risorse, i movimenti a favore di una vera democrazia e contro l’uso strumentale della polizia e dell’esercito, l’estrema povertà di alcune fasce della popolazione, il traffico dei migranti: sono alcuni degli argomenti affrontati nei giorni scorsi al centro pastorale dei Camilliani a Bangkok, in Thailandia, durante la conferenza internazionale intitolata «Pace e riconciliazione nel contesto dell’Asia» alla quale hanno partecipato, come riporta AsiaNews, anche rappresentanti delle commissioni di Giustizia e Pace di varie conferenze episcopali del continente.

Una delle situazioni più preoccupanti riguarda l’India, ha detto padre Charles Irudayam, segretario esecutivo dell’Ufficio per la giustizia, la pace e lo sviluppo della Catholic Bishops’ Conference of India. Il Paese, dopo le elezioni generali della primavera 2014, sta attraversando una crisi a livello nazionale «a causa della propensione del partito di governo, il Bharatiya Janata Party, a portare avanti tumulti sociali che hanno come obiettivo le minoranze religiose. Vi è un’azione crescente, diffusa e ben pianificata che mira a stroncare e a sopprimere la libertà di culto nel Paese. L’agenda di induizzazione dei programmi scolastici, per esempio, lo dimostra, assieme ai violenti attacchi contro cristiani e musulmani, le loro chiese e le loro moschee». Irudayam auspica un potenziamento del suo ufficio, impegnato da decenni a sostegno delle fasce sociali più deboli, dell’ambiente, dell’emancipazione della donna, della giustizia per le vittime di persecuzione religiosa: «Le sole aspirazioni non bastano, occorre accompagnarle con sforzi concreti. Ci si può ribellare alla situazione ed essere testimoni profetici e agenti attivi del Regno di Dio».

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18 settembre 2019

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