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Lasciamoci provocare dalla bellezza

· Il direttore dei Musei Vaticani spiega le iniziative per le aperture serali ·

«La musica, la poesia, le arti formano un tutto inscindibile. Chi non ne fosse convinto — sorride Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani — deve entrare nella Stanza della Segnatura di Raffaello: Apollo Citaredo, il giovane dio che suona la lira, è l'allegoria dei poeti di tutti i tempi: Petrarca, Dante, Sannazzaro. L'arte è sempre numine afflato , è Dio che la ispira — continua Paolucci — spiegando come è nata l'idea dei «Venerdì dei Musei Vaticani, incontri tra uomini, arti e culture» in occasione delle aperture serali di ottobre. È un messaggio che ci arriva direttamente dall'anno di grazia 1509: l'arte è una, è un tutto inscindibile e in nessun altro posto al mondo questo è così evidente come in questi luoghi: c'è Raffaello, Michelangelo, c'è il continuo dialogo con l'architettura, c'è il cielo di Roma. La bellezza è dovunque e pervade tutto, è in un gatto che cammina nei giardini vaticani così come nel Don Giovanni di Mozart, nei canti del coro della Cattedrale di Mosca, la “terza Roma”, o come nelle arie de Il trovatore o nelle pagine di Charles Péguy». L'importante, si legge nel comunicato che presenta l'iniziativa, è non perdere di vista la sua natura di domanda della bellezza, una «provocazione» che sollecita l'uomo a uscire da se stesso.

«Che c'è di bello?», ci si chiede prima di decidere come passare una serata. La risposta non è ancora in noi, la ricerca è aperta e generica. In quest'ottica il programma di ottobre dei Venerdì dei Musei Vaticani fornisce un ventaglio di ipotesi; è anche la domanda che sorge di fronte a certe forme d'arte non conosciute, come alcune di quelle proposte in queste serate. Decidere di assistere a uno spettacolo può nascere dal bisogno di conoscere».

Un venerdì ai Musei Vaticani potrebbe non essere «solo» una serata piacevole, o un modo per risparmiarsi la fila, ma anche l'occasione di cercare Altro da sé. Un'occasione particolarmente preziosa in un'epoca come la nostra, strangolata dal «riduzionismo» dei desideri, in cui il celebre «Non avanzeremo di un passo al di là di noi stessi» del Trattato sulla natura umana di David Hume, non è più neanche oggetto di discussione perché considerato un postulato ovvio.

Che c'è di bello? Si domanda chi cerca il Bello, l'Assoluto e ne può trovare la manifestazione terrena proprio nelle opere artistiche — si legge nel comunicato — l'uomo, artefice di un linguaggio che trova la sua fonte diretta nel Divino, aspira alla dimensione spirituale e la concretizza in formule diverse. «Le stesse opere d'arte custodite nei Musei Vaticani — si legge nel comunicato di presentazione — anelano al trascendente, si giustificano con esso, sono la risultante del bisogno perenne di comunicare con il soprannaturale. Le altre arti che, attraverso gli spettacoli proposti, testimonieranno la stessa origine, nascono dalla medesima necessità».

Senza fila con le prenotazioni on line

Mentre le aperture serali dei Musei Vaticani cominceranno già venerdì 3 settembre — dalle 19 alle 23 (ultimo ingresso alle 21.30): ottima occasione, fanno notare gli organizzatori, per evitare grazie alla prenotazione on line le estenuanti file che s'incontrano solitamente di giorno — il programma di serate speciali, in cui la visita notturna è abbinata a particolari programmazioni culturali, avrà inizio il 1° ottobre con una serie di esecuzioni musicali sulla Terrazza della Pinacoteca ispirate al tema «Arte della leggerezza e leggerezza nell'arte».

«Che c'è di Bello? Incontri tra uomini, arti e culture»: questo il titolo dato dagli organizzatori agli intrattenimenti culturali programmati in occasione delle aperture serali. L'intento è quello, semplice, di «promuovere l'arte attraverso l'arte», di offrire un surplus di motivi per scegliere una serata diversa, accattivante, arricchente.

L'8 ottobre il Salone di Raffaello sarà la cornice d'eccezione per una lettura, con accompagnamento musicale, di pagine tratte da Il portico del mistero della seconda virtù di Charles Péguy. Titolo dell serata « Spes mea cara . Omaggio a Maria». Per l'occasione la Pinacoteca sarà visitabile dalla sala I alla sala VII.

Una «Notte australiana» è invece quella programmata per il 15 ottobre quando, grazie a uno spettacolo di aborigeni australiani e isolani dello stretto di Torres e a una lezione di Nereda White («Spiritualità della musica e della danza aborigena»), i visitatori potranno conoscere meglio e apprezzare alcune caratteristiche di quella cultura indigena.

Il coro della cattedrale cattolica di Mosca terrà invece, il 22 ottobre nel Cortile della Pigna, un concerto di musica tradizionale russa (sarà aperta, per l'occasione, la Sala delle Icone della Pinacoteca).

Infine, il 29 ottobre, chiusura della programmazione culturale con la serata: «Il Bel Canto ai Musei»: esecuzione, al Braccio Nuovo, di brani scelti da Il trovatore .

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