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Novità nella comunicazione
della Casa Bianca

· Si dimette il portavoce di Trump ·

«È stato un onore lavorare per il presidente, rimarrò al mio posto fino ad agosto». Ha affidato alle poche parole di un tweet il suo addio alla Casa Bianca, Sean Spicer, l’ormai ex portavoce dell’amministrazione Trump. Le dimissioni sono arrivate ieri, al termine di una giornata caratterizzata dalla decisione del presidente Trump di nominare a capo delle comunicazioni (incarico ricoperto ad interim da Spicer) Anthony Scaramucci. Al posto di Spicer, in qualità di portavoce, è stata nominata la sua vice, Sarah Huckabee Sanders. 

Le dimissioni di Spicer fanno capire il momento difficile che attraversa la presidenza Trump, alle prese non solo con il nodo della riforma sanitaria — il testo della nuova Trumpcare è stato bocciato a causa delle divisioni interne ai repubblicani — ma anche con la complessa vicenda del Russiagate, l’inchiesta relativa ai presunti legami tra il Cremlino e lo staff presidenziale, prima e dopo la campagna del 2016. Difficile, al momento, capire quale sarà lo stile che Scaramucci darà alla comunicazione della Casa Bianca. Di sicuro, l’uomo è abituato ad apparire in televisione come ospite della trasmissione «Wall Street Weekly» sulla rete Fox Business di Rupert Murdoch e sulla rete economica-finanziaria della Nbc, Cnbc.

E come detto, uno dei punti cruciali su cui la comunicazione della Casa Bianca sarà chiamata a misurarsi nei prossimi mesi sarà la vicenda Russiagate. La nomina di Scaramucci arriva a pochi giorni da alcune importanti audizioni di fronte alla commissione intelligence del senato. Lunedì sarà ascoltato a porte chiuse il consigliere e genero di Trump, Jared Kushner. Due giorni dopo, il 26 luglio, sarà la volta del figlio maggiore di Trump, Donald Jr., e l’ex manager della campagna elettorale, Paul Manafort.

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