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L’arte e il Principio

· La prima partecipazione della Santa Sede alla Biennale di Venezia ·

La Santa Sede parteciperà per la prima volta alla Biennale di Venezia (dal 1° giugno al 24 novembre, intitolata «Il Palazzo Enciclopedico») con un padiglione allestito nelle Sale d’Armi e ispirato al racconto biblico della Genesi. Il titolo scelto dal commissario del padiglione, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, è «In Principio». L’iniziativa — presentata martedì 14 nella Sala Stampa della Santa Sede — è in linea con  gli intenti del dicastero, impegnato a incentivare il dialogo con la cultura contemporanea. A coordinare il progetto è Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani. Lo spunto è rappresentato dai primi undici capitoli della Genesi , attraverso i quali sono stati identificati tre nuclei tematici, affidati ad altrettanti artisti per la costruzioni di percorsi differenziati ma tra loro comunicanti. La Creazione è stata affidata a Studio Azzurro, gruppo milanese che proporrà un’installazione interattiva; per la De-Creazione è stato invece scelto il fotografo ceco Josef Koudelka, con la potenza delle sue fotografie panoramiche in bianco e nero; la speranza insita nella Ri-Creazione trova infine espressione nella specificità dell’arte dell’australiano Lawrence Carroll, con la sua capacità di ridare vita ai materiali di recupero. Con questi artisti, ha dichiarato il cardinale Ravasi, «si è stabilito un dialogo vitale, ricco ed elaborato, segno di una moderna e rinnovata committenza».

«Abbiamo deciso — afferma il cardinale Ravasi — di porre nelle mani degli artisti cooptati dalla Commissione scientifica, coordinata da Antonio Paolucci, il testo dei primi undici capitoli della Genesi . In essi si incontrano le figure, i simboli, gli eventi capitali e permanenti dell’umanità, naturalmente letti secondo l’ermeneutica della fede. Basti solo scorrere quelle pagine per imbattersi nella creazione, nel cosmo, nell’umanità alle sue origini, nella coppia, nell’amore, nel mondo animale, nella scelta libera sotto “l’albero della conoscenza del bene e del male”, nel lavoro, nella violenza familiare (Caino e Abele), nella molteplicità etnica, nelle catastrofi naturali e indotte dall’uomo (il diluvio), nella “degenerazione” delle generazioni (i figli di Noè), nell’imperialismo politico-culturale di Babele e nella svolta della figura di Abramo, il giusto, il credente, il benedetto che si incammina verso un nuovo orizzonte e una nuova storia di salvezza. Si è, in tal modo, configurata quella trilogia tematica che abbiamo affidato ai tre artisti prescelti perché riproponessero nella diversa tipologia della loro creatività e delle loro tecniche la Parola antica e sempre nuova».

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