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L’arte di scomparire

· Elogio della discrezione ·

Verrebbe proprio da chiedersi se la discrezione esista ancora. Ancor più di domandarsi se essa esista nel mondo contemporaneo, potrebbe forse valere la pena domandarsi che cosa sia e quale ne sia l’origine.

Gino De Dominicis,  «Disegno, scultura invisibile» (1979)

 A dar queste riposte non poteva che essere un libro discreto, discretissimo che si fa conoscere solo per il tramite del passaparola dei lettori. Lo scrive Alberto Fabio Ambrosio aggiungendo: l’avevo visto in libreria e quasi ero stato tentato di acquistarlo, poi il solito pensiero che sia un libro inutile, e lasci perdere. Una libraia italiana attenta lettrice mi ha detto che aveva appena finito di leggerne con grande profitto la traduzione italiana uscita da poco. Non me lo sono fatto ripetere due volte e mi sono buttato sulla versione originale — Pierre Zaoui, La discrétion: ou l’art de disparaître (Paris, Autrement, 2013). Anche la libraia francese mi ha confermato che ne tiene sempre una scorta, prova ne sia che a due anni dall’uscita, il libro, pur rimanendo nella discrezione, conquista numerosi lettori e sicuramente grazie a un titolo così suggestivo che suona già come un programma di vita (la discrezione o l’arte di scomparire).

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19 maggio 2019

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