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L’arte di essere poveri

· Nella cattedrale di Bergamo la beatificazione del cappuccino Tommaso da Olera ·

Fede, carità, umiltà, povertà: sono alcuni dei tratti caratteristici della figura di Tommaso da Olera (1563-1631). Ad indicarli è stato il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che sabato pomeriggio, 21 settembre,  nella cattedrale di Bergamo, ha presieduto — in rappresentanza di Papa Francesco — il rito di beatificazione del cappuccino. Tommaso da Olera, al secolo Acerbis, «religioso questuante, apostolo senza stola, predicatore instancabile del Vangelo», ma anche «consigliere di potenti e di sovrani (ad esempio, di Paride Lodron, principe di Salisburgo, di Ferdinando ii, imperatore d’Austria, dell’arciduca Leopoldo v, del duca Massimiliano i di Baviera)», è stato — ha ricordato il cardinale — «costruttore di chiese e monasteri, benefattore di contadini e minatori, anticipatore del dogma dell’Immacolata e dell’Assunta, precursore della devozione al Sacro Cuore, apostolo della controriforma, uomo ammirato per la sua umiltà, povertà e santità in Italia e in Austria».

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22 novembre 2019

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