Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​L’apostolo in catene

· ​Nuove ricerche archeologiche a Tres tabernae sulla via Appia ·

L’antica mansio romana di Tres tabernae, una stazione di posta situata al XXXIII miglio della via Appia, è molto nota tra gli studiosi di san Paolo e gli storici del cristianesimo antico. 

Raffigurazione della mansio di Tres tabernae  nella Tabula Peutingeriana risalente alla metà del IV secolo

Essa, infatti, insieme alla vicina mansio di Forum Appii (al XLII miglio), fu teatro, probabilmente nella primavera dell’anno 61, dell’incontro tra alcuni cristiani di Roma e l’apostolo Paolo, condotto prigioniero nella capitale dell’impero per essere processato con l’accusa di aver provocato gravi disordini a Gerusalemme (Atti, 21-26). Ce lo racconta un famoso passo degli Atti degli apostoli: «I fratelli di là (Roma), avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio» (28, 15-16). Le parole di san Luca sono molto importanti per la storia della prima comunità cristiana di Roma, in quanto costituiscono una delle più antiche e incontrovertibili testimonianze dell’esistenza di gruppi di fedeli già pochi decenni dopo la morte di Gesù. Una comunità che doveva essere consistente se, appena tre anni dopo, nel 64, all’epoca dei tragici avvenimenti connessi con l’incendio neroniano, a detta dello storico Tacito essa era ormai una multitudo ingens. Lo scrive Vincenzo Fiocchi Nicolai aggiungendo che la mansio di Tres tabernae fu raggiunta dal convoglio che trasportava Paolo da sud: gli Atti ci dicono che il gruppo proveniva da Pozzuoli. Essa, come Forum Appii, doveva costituire un luogo di sosta importante per coloro che percorrevano la regina viarum tra Roma e il porto di Terracina. In particolare, la mansio doveva essere una tappa fondamentale del cursus publicus, cioè il servizio postale di Stato, da poco riorganizzato, se non istituito da Augusto. È anzi probabile che il gruppo di militari che scortavano Paolo abbia utilizzato tale servizio, in gran parte finalizzato proprio a facilitare le comunicazioni e le informazioni che riguardavano la sfera militare. È anche verosimile che la distanza tra Terracina e Forum Appii non sia stata percorsa da san Paolo e i suoi compagni via terra, ma navigando per alaggio il canale che correva parallelo alla via Appia per diciannove miglia (il Decennovium) e che costituiva una valida alternativa alla strada, in particolare quando questa, come accadeva di frequente, era inondata dalle acque. La notizia è riportata dai leggendari Acta Petri et Pauli, in un passo che non può risalire oltre il IX secolo, ma che probabilmente rielabora una versione più antica assegnabile agli anni 450-550: «Partito (Paolo) da Gaeta, arrivò alla vicina borgata di Terracina. Vi rimase sette giorni in casa del diacono Cesario, ordinato da Pietro. Di qui navigò il fiume (il Decennovium) ed arrivò ad un luogo detto Tre Taverne (...) Paolo si fermò quattro giorni a Tre Taverne» (13, 16). I navigli lungo il Decennovium erano trainati da muli, come ricorda Strabone; del Decennovium e dei traffici che vi si svolgevano abbiamo una vivida descrizione in Orazio che lo aveva navigato partendo da Roma.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE