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​L’anno di Murillo

· ​A quattro secoli dalla nascita del pittore sivigliano ·

Mostre, convegni, installazioni, concerti e rassegne per celebrare il quattrocentesimo anniversario della nascita del grande pittore sivigliano, Bartolomé Esteban Murillo, ma soprattutto il ritorno di un ospite eccellente, il quadro Il Giubileo della Porziuncola, che sarà esposto di nuovo nella città andalusa dopo due secoli di assenza.

Come molte altre opere del pittore sivigliano — spiega a Juan Carlos Rodríguez sul settimanale «Vida Nueva» María Valme Muñoz, che dirige il locale Museo di Belle Arti — la storia di questa tela è legata all’invasione napoleonica e al saccheggio compiuto in quell’occasione dal maresciallo Nicolas Jean-de-Dieu Soult.

Bartolomé Esteban Murillo,  «Galiziane alla finestra» (particolare, 1670 circa)

«Il restauro di quest’opera — ribadisce Valme Muñoz — e il fatto che possa essere vista insieme agli altri quadri della serie è un’opportunità unica»; il visitatore infatti potrà vedere riunito uno dei cicli pittorici più significativi del Barocco spagnolo. La ricostruzione del Retablo dei cappuccini, infatti, che per la prima volta rimetterà insieme uno dei più importanti cicli pittorici di Murillo: in primo piano la già citata, imponente pala d’altare del Giubileo della Porziuncola, in arrivo dal Wallraf-Richartz Museum di Colonia.

La prima notizia attestata della vita di Murillo è il suo atto di battesimo, celebrato il primo gennaio 1618, secondo l’archivio dell’antica parrocchia della Maddalena di Siviglia. Questo documento ha portato gli studiosi ad anticipare la data di nascita agli ultimi giorni del mese di dicembre del 1617, tenendo conto che in quell’epoca si battezzavano i bambini nei giorni immediatamente successivi al parto, spiega Enrique Valdivieso, che insegna Storia dell’arte nell’università della città andalusa.

Per questo il Capitolo metropolitano della cattedrale ha voluto fissare la data dell’inaugurazione della mostra Murillo en la catedral de Sivilla, La mirada de la santidad l’8 dicembre, festa dell’Immacolata. «Vogliamo far conoscere la santità che vedeva nella vita quotidiana della Chiesa — spiega la curatrice dell’allestimento, Ana Isabel Gamero — e che trasmetteva attraverso le sue opere. È questo che consideriamo un valore particolare: il legame di Murillo con la Chiesa e il suo rapporto con il Capitolo».

Non a caso quasi tutte le opere di Murillo conservate nella cattedrale sono ritratti di santi. A eccezione della immagine della sala capitolare, una Immacolata Concezione, gli altri quadri sono dedicati a san Isidoro, san Fernando, san Leandro, all’angelo custode (opera non dipinta per la cattedrale ma qui conservata) e a sant’Antonio.

Oltre a questi, c’è anche la serie delle tele circolari dedicata a otto santi sivigliani. Vedere un’opera nel suo contesto originale è un valore aggiunto prezioso, chiosa Ana Isabel Gamero; i visitatori avranno un anno di tempo per approfittarne, «fino all’8 dicembre 2018».

Cuore della festa sarà la Casa di Murillo, nel caratteristico quartiere ebraico di Santa Cruz. Un tempo residenza, laboratorio e atelier del pittore, Casa Murillo sarà sede di mostre e installazioni interattive, conferenze, concerti, nonché punto di partenza di una serie di itinerari organizzati alla volta dei luoghi legati all’artista.

Tra gli altri eventi espositivi, anche un allestimento dedicato a Murillo e i suoi eredi a Siviglia (da dicembre all’Espacio Santa Clara), una mostra dedicata alla sua fortuna nel mondo contemporaneo (Espacio Turina, da aprile 2018) e Murillo: il iv Centenario, in assoluto la prima antologica allestita sull’opera del pittore nella sua città natale.

Sessanta capolavori provenienti dai musei di tutta Europa consentiranno di conoscere l’arte del grande artista spagnolo in tutte le sue sfumature, dalle celebri Madonne con Bambino alle scene di genere catturate nei quartieri popolari della Siviglia seicentesca (al Museo di Belle Arti da ottobre 2018).

Durante la prossima primavera, infine, i fasti seicenteschi rivivranno in città con una serie di architetture effimere tipiche delle feste barocche. Lo stesso Murillo collaborò alla creazione di ricche scenografie per celebrazioni sacre o legate alle ricorrenze della Corona borbonica. Saranno dedicate a lui le installazioni del 2018, a partire da quella per la grande processione del Corpus Domini presso la chiesa di Santa María la Blanca.

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17 novembre 2019

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