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L’anima carnale
delle Scritture

· Per una teologia biblica delle emozioni ·

«Come chi, messosi in mare su di una barchetta, viene preso da immensa angoscia nell’affidare un piccolo legno all’immensità delle onde, così anche noi soffriamo mentre osiamo inoltrarci in così vasto oceano di misteri» (In Genesim Homiliae, IX, Patrologia Graeca, 12, 210); Gianfranco Ravasi cita la tensione di cui parla Origene alla soglia della sua impresa di commentare omileticamente la Genesi per descrivere il timore che coglie chi vuole tentare anche solo un abbozzo della teologia biblica delle emozioni.

Bernardino Luini, «Susanna e i vecchioni» (XV secolo, particolare)

Anche se il suo vocabolario emozionale è più di natura simbolica, sta di fatto che la Bibbia offre un panorama immenso di esperienze che possono essere riportate alla categoria “emozione” e ai suoi corollari. Il Dio biblico — a differenza del Motore immobile aristotelico o del Fato greco — è un Dio “patetico”, che conosce la tenerezza e la passione, la delusione e l’amarezza, la gioia e la tristezza (Genesi, 6, 6; Salmi, 78, 40), passa dal riso allo sdegno (Salmi, 2, 4-5), conosce la gelosia d’amore e la trepidazione per i tradimenti. Così avverrà in Cristo, sulla cui emotività ritorneremo: la sua empatia con l’umanità è connessa alla sua incarnazione: «Non abbiamo, infatti, un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze, perché egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato» (Ebrei, 4, 15). Similmente l’uomo biblico non ha come ideale il raggiungimento di uno stato di apàtheia, come esortava la filosofia sia epicurea sia stoica. Si potrebbe, al riguardo, considerare il libro di Giobbe come un vero e proprio atlante delle emozioni e dei sentimenti che si muovono e si agitano nell’area oscura della prova e della sofferenza umana. Queste esperienze vengono assunte dall’autore sacro come i lineamenti di un’antropologia ma anche come una via di conoscenza teologica, tant’è vero che il loro estuario estremo è la teofania («Io ti conoscevo per sentito dire, ora i miei occhi ti hanno visto» 42, 5). Lo stato emozionale si trasforma, quindi, in una via per conoscere e incontrare Dio, divenendo così una componente strutturale della fede. Senza essere esaurienti ma procedendo solo a livello esemplificativo, potremmo raccogliere e ordinare nella Bibbia tutte le tipologie emotive fondamentali.

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23 marzo 2019

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