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L’angelo buono di Bahia

· In Brasile la beatificazione di Dulce Lopes Pontes ·

La «vita santa» di suor Dulce Lopes Pontes non si misura solo dai «frutti a favore di quanti sono privi di tutto, specialmente della salute», ma anche dalla «testimonianza della sua unione con Dio, attraverso l’ascolto e la contemplazione della sua Parola e la comunione quotidiana del suo Corpo e del suo Sangue nella celebrazione dell’Eucaristia». Lo ha ricordato il cardinale Geraldo Majella Agnelo, arcivescovo emerito di São Salvador da Bahia, rivolgendosi agli oltre settantamila fedeli presenti alla beatificazione della religiosa brasiliana celebrata nel pomeriggio di domenica 22 maggio, nel parco delle Esposizioni di Salvador, capitale dello Stato di Bahia.

Nell’omelia il porporato — che ha presieduto il rito in rappresentanza di Benedetto XVI — ha messo in evidenza le caratteristiche principali delle virtù della nuova beata, che apparteneva alle suore missionarie dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio. In particolare ha indicato la religiosa — chiamata dalla gente «l’angelo buono di Bahia» — quale esempio per quanti vogliono vivere il Vangelo della carità.

«Vivere la santità — ha detto — non è privilegio di alcune persone, ma dovere di ogni cristiano battezzato». Il porporato ha citato la prima lettera di Pietro: «A immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: “Voi sarete santi, perché io sono santo”». E ha notato: «La parola di Dio non dice che si convertirono nella sequela di Gesù solo alcuni di coloro che l’ascoltarono, ma tutti».

Ricordando poi il grande impegno della religiosa a favore dei bisognosi e dei più sfortunati, il cardinale ha sottolineato come «alcuni si distinguono con maggiore evidenza per il dono speciale di essere esempio e interrogativo per la società che vive senza preoccuparsi dei meno favoriti e dei più bisognosi. Suor Dulce fu privilegiata sotto quest’aspetto, in quanto non pose limiti all’amore a Dio e ai fratelli».

«Desideriamo — ha aggiunto — che questa beatificazione sia, nella nostra arcidiocesi in modo particolare, un momento forte di fede, di nuova presa di coscienza del nostro impegno battesimale, del nostro divenire missionari della carità fraterna verso tutte le persone. Paolo ci ammonisce: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”. Perciò la beata suor Dulce in tutta la sua vita è stata e ancora è messaggera e missionaria dell’amore. Rendiamo grazie a Dio perché ha suscitato e continua a suscitare, in mezzo a noi, imitatori della beata Dulce».

Alla beatificazione erano presenti, tra gli altri, l’arcivescovo di São Salvador da Bahia, Murilo Sebastião Ramos Krieger, che ha letto la richiesta di beatificazione, e Dilma Rousseff, presidente della Repubblica federale del Brasile.

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22 novembre 2019

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