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L’amore
più che un sentimento
è una direzione

· Nell’ultimo libro di don Luigi Maria Epicoco ·

L’amore muove tutto, permette di fermarsi a meditare su quelle scelte e decisioni che, a seconda delle circostanze, non consentono particolari margini di recupero. Da questa prima osservazione si comprende in maniera più precisa il motivo che ha spinto Luigi Maria Epicoco, del clero dell’Aquila, ad intitolare L’amore che decide – Due meditazioni in un tempo di indecisioni il suo ultimo libro (Todi, Tau editrice, 2018, pagine 70, euro 7,00).

Byro (alias Roberto Zucchi), «The power of Love» (2017)

Avere affrontato una tematica così impegnativa nella brevità di un tascabile è senz’altro un merito, oltre che un elemento di successo. Soprattutto se si tiene conto dei destinatari del testo, i giovani, assuefatti ormai al linguaggio dei mass media e alla semplicità degli sms; esso, infatti, nasce da incontri con un pubblico per lo più giovanile a Pesaro e a Noto nel 2017, conferenze centrate “sulla grande tematica dell’amore, della vocazione, della libertà”.

Rivolgendosi direttamente all’ascoltatore-lettore, dandogli il colloquiale “tu”, don Epicoco presenta il tema al fine di «provocare senza troppa diplomazia»; non gira attorno alla questione, ma afferra il cuore e la mente di chi lo sta seguendo con esempi pratici, legati alla ferialità, con l’intento di scuotere, di spronare ad una riflessione, o meglio, una meditazione, il cui trait d’union che fa da tramite tra il torpore dell’indecisione e dell’incertezza e la freschezza di una decisione ovvero di una scelta, è l’amore. L’amore, difatti, è quell’elemento, la scintilla che origina ogni cosa, ma anche “ciò che nella vita conta di più”.

Soffermandoci sul testo della conferenza pesarese, che costituisce la prima parte del libro, dal titolo “Solo l’amore sceglie”, l’autore prende le mosse dal brano marciano del giovane ricco, in cui il ragazzo, «rattristatosi per quelle parole» di Gesù, che lo invitavano a una scelta d’amore che desse una svolta alla sua esistenza e la completasse, lascia Cristo «afflitto, poiché aveva molti beni».

L’amore è un viaggio. È necessario scegliere una meta non facilmente identificabile. Sarà l’amore, pur nell’incertezza, a rigenerare il viandante nei momenti in cui fa fatica a reagire con stile e determinazione.

Luigi Maria Epicoco prende a trama il viaggio di Cristoforo Colombo verso le Americhe: nulla vi era di certo, eppure l’equipaggio delle tre caravelle e il suo comandante erano mossi dall’amore, quello per una terra desiderata, «una cosa che sfugge il semplice funzionamento», in quanto è «una cosa viva».

Alla dinamica dell’amore l’autore collega la vocazione ossia «ricordarsi di avere una meta, di avere una destinazione, avere una terra su cui poggiare i piedi», con l’ausilio di alcuni richiami-flash a immagini bibliche oltre che a racconti di vita che sbriciolano le tematiche in esame, rendendole alla portata di chiunque. Don Epicoco pone l’accento sulla preghiera, descritta quale “il sentirci addosso lo sguardo di Qualcuno”: è quello sguardo indispensabile per affermare che l’amore è una decisione più che un sentimento, una “direzione” che, se presa per il giusto verso, consente agli individui di raggiungere una destinazione gioiosa.

Di converso, Solo l’amore decide è il titolo della seconda parte, quella relativa alla conferenza che si è svolta in Sicilia il 13 gennaio 2017, nell’Oratorio San Domenico Savio di Rosolini (diocesi di Noto) sul tema «Amore sponsale che genera relazione: la profezia del Vangelo nella città degli uomini», in cui si è argomentato il fatto che «l’amore è una scienza pratica».

È il necessario sequel, il rafforzativo della prima parte, dove il punto di partenza è il celeberrimo elogio della carità che san Paolo enuncia ai cristiani di Corinto. Pur essendosi conclusa da secoli la fase storica della Chiesa delle origini, Luigi Maria Epicoco pratica un coraggioso quanto mai veritiero paragone tra i Corinzi e i cristiani contemporanei: entrambi confondono «gli sforzi sulle cose con le cose stesse».

Ancora più semplicemente, il lettore è invitato a uno sforzo pratico, a non fermarsi all’astrattezza delle parole, al concetto dell’amore tout court, poiché «parlare bene dell’amore ci dà la dolcezza, ma non è l’amore».

Amare, dunque, impone una sorta di salto di qualità, una tappa obbligata dall’ego agli altri, ai vicini, alla collettività in generale; con abilità, difatti, Luigi Maria Epicoco raffronta il passaggio dalla schiavitù d’Egitto del popolo d’Israele verso la libertà della Terra Promessa con l’amore, perché di continuo si perpetua un esodo, un atto pratico, tangibile e palpabile dell’amore stesso, un incontro tra forma e sostanza.

Nessuno può programmare di vivere solitario: si avverte il bisogno dell’altro, anche se l’altro non combacia pienamente con le caratteristiche desiderate; ora, perciò, è resa più chiara la lettera di san Paolo sulla carità: è tradotta in termini pratici, corroborata dagli insegnamenti che Francesco trasmette nell’esortazione apostolica Amoris laetitia.

Il testo, sia pur in maniera concisa, presenta una chiave di lettura eccezionalmente concreta, completa e accessibile. L’obiettivo dell’autore è — in una sorta di trattato che unisce la giustizia alla carità — quello di esaminare l’amore sotto un nuovo zoom, in un’ottica qualitativamente e, in un certo senso anche quantitativamente, profonda: «non come sentimento ma come decisione che cambia la vita».

di Matteo Cantori

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20 ottobre 2019

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