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L’amore è più forte dell’odio e del male

· All’udienza generale il Papa conclude con il salmo 110 le riflessioni sulla preghiera del Salterio ·

Anche se nel mondo il male sembra sempre prevalere sul bene, a vincere alla fine è «l’amore e non l’odio», perché «più forte è il Signore, il nostro vero re e sacerdote Cristo, e nonostante tutte le cose che ci fanno dubitare sull’esito positivo della storia, vince Cristo e vince il bene». Lo ha detto il Papa all’udienza generale di mercoledì 16 novembre, in piazza San Pietro, concludendo con una riflessione sul salmo 110 la serie di catechesi sulla preghiera del Salterio iniziata lo scorso 22 giugno.

Richiamando la figura del re vittorioso delineata dal salmista, il Pontefice ha ricordato che la tradizione della Chiesa ha sempre riconosciuto in questa preghiera «uno dei più significativi testi messianici». Il protagonista del salmo, infatti, «è alla destra di Dio e partecipa nella sua Signoria»: non si tratta, dunque, di «uno di questi uomini successori di Davide, ma solo il nuovo Davide, il Figlio di Dio che ha vinto la morte e partecipa realmente alla gloria di Dio. È il nostre re che ci dà anche la vita eterna». Per Benedetto XVI «il re cantato dal salmista è in definitiva Cristo, il Messia che instaura il Regno di Dio e vince le potenze del mondo, è il Verbo generato dal Padre prima di ogni creatura, prima dell’aurora, il Figlio incarnato morto e risorto e assiso nei cieli, il sacerdote eterno che, nel mistero del pane e del vino, dona la remissione dei peccati e la riconciliazione con Dio, il re che solleva la testa trionfando sulla morte con la sua risurrezione».

In questo senso, «l’evento pasquale di Cristo diventa la realtà a cui ci invita a guardare il salmo, guardare a Cristo per comprendere il senso della vera regalità, da vivere nel servizio e nel dono di sé, in un cammino di obbedienza e di amore portato “fino alla fine”». Da qui l’invito a recitare questa preghiera chiedendo al Signore «di poter procedere anche noi sulle sue vie, nella sequela di Cristo, il re Messia, disposti a salire con Lui sul monte della croce per giungere con Lui nella gloria, e contemplarlo assiso alla destra del Padre, re vittorioso e sacerdote misericordioso che dona perdono e salvezza a tutti gli uomini».

In conclusione il Papa ha esortato i fedeli «a pregare di più con i salmi, magari abituandosi a utilizzare la Liturgia delle Ore della Chiesa, le Lodi al mattino, i Vespri alla sera, la Compieta prima di addormentarsi». In questo modo — ha assicurato — «il nostro rapporto con Dio non potrà che essere arricchito nel quotidiano cammino verso di Lui e realizzato con maggior gioia e fiducia».

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