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L’amore di Dio è rispetto

· ​Ciò che unisce l’esperienza di fede delle religioni monoteiste ·

La sera dell’8 gennaio a San Giovanni Rotondo è stata scritta una bella pagina per favorire il dialogo interreligioso tra le varie confessioni monoteiste. L’incontro tra cristiani, ebrei e musulmani (promosso da più associazioni culturali) è stato incoraggiato dal monaco Efrem Massimo Valentini del santuario di Santa Maria di Pulsano, da Yehudah Pagliara della Comunità ebraica di Napoli e da Rachid El Messki, imam della moschea di Foggia. Tutti hanno riflettuto sull’esperienza che l’uomo affronta durante il cammino di fede in cui si mette in viaggio e in sintonia col suo Dio e, vicendevolmente, col suo prossimo. 

Le voci che sono risuonate all’interno del Chiostro di San Francesco, nel “Palazzo di città” del Comune garganico, sono state quelle che hanno rimarcato, sì, le diversità, ma anche e soprattutto i punti di comprensione, amore, pace e rispetto del messaggio di armonia del creato. Infatti, Michele Memeo, teologo che ha moderato il confronto, ha da subito posto l’accento sulla rivelazione di un Dio eterno e dinamico che intima ad Abramo di seguire un percorso di verticalità che non si fossilizza su riti e sacrifici perché, pur essendo le tre tradizioni sorte in tempi e luoghi determinati e determinanti, in tutti i casi l’amore di Dio elimina le differenze perché l’amore esige il rispetto. 

 Matteo Coco

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20 agosto 2019

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