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L’America
sceglie il presidente

· Fra Trump e Clinton dopo una dura campagna ·

È scattato il conto alla rovescia. Gli Stati Uniti scelgono oggi il nuovo presidente, al termine di una delle campagne elettorali più dure e combattute degli ultimi decenni. I sondaggi non danno certezze: il candidato democratico Hillary Clinton sta recuperando terreno in alcuni Stati, ma il sostegno al repubblicano Trump resta comunque solido. 

Nel rush finale, Clinton ha potuto contare sul sostegno del presidente uscente, Barack Obama, che ieri si è speso in tre comizi per poi unirsi alla chiusura della campagna a Philadelphia. «Facciamo la storia» ha detto l’ex first lady davanti a quarantamila persone, lanciando il suo ultimo appello. Con lei sul palco dell’Independence Mall, oltre a Obama, il marito Bill Clinton, ex presidente, e la figlia Chelsea. «Trump è una mina vagante» ha attaccato Hillary Clinton, ribadendo che «queste elezioni sono un test per il futuro» degli Stati Uniti. L’ex segretario di stato ha poi promesso che continuerà a lavorare seguendo la linea tracciata dai due mandati di Obama. Diversa la partita per Donald Trump, che ieri ha chiuso la sua campagna a Scranton. Il miliardario newyorkese ha ripetuto che «Hillary Clinton è il volto del fallimento: è corrotta», facendo riferimento al caso del “mailgate”, ossia l’indagine aperta dall’Fbi su Clinton per l’uso di un indirizzo e di un server privato per le sue mail ufficiali mentre era segretario di stato. Quindi ha rinnovato le sue promesse, con le parole d’ordine che hanno caratterizzato tutta la sua campagna elettorale. «Ora è il momento di un cambiamento reale. I primi stati a votare saranno New York, Washington D.C., Pennsylvania, Maryland, Delaware, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia e Florida. L’ultimo stato a votare sarà l’Alaska. Gli ultimi seggi, quelli nella regione più occidentale, chiuderanno quando sulla East Coast sarà già mercoledì 9 novembre. Dopo le Hawaii, le cui urne chiudono quando a New York è mezzanotte.

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