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L’alpino
del Cottolengo

· ​Sabato a Torino la beatificazione di Andrea Bordino ·

Infermiere e anestesista di grande bravura, pioniere tra i donatori di sangue, divise il proprio tempo con gioia, tra i sofferenti e i disgraziati che richiedevano la sua opera e la sua compagnia. È questo il profilo di Andrea Bordino (1922-1977), religioso cottolenghino con il nome di fratel Luigi della Consolata, che sarà beatificato sabato pomeriggio, 2 maggio, al parco Dora di Torino.

La cerimonia sarà presieduta in rappresentanza di Papa Francesco dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

Prima di consacrarsi era stato un solido contadino di Castellinaldo d’Alba (Cuneo), dove il lavoro prevalente è la coltivazione delle viti, che producono famosi vini. Giovane più robusto, era il campione della squadra locale di pallone elastico, che era capace di gettare dalla piazza della parrocchia oltre il muro del castello. Cresciuto in una numerosa famiglia di semplici lavoratori dei campi, ma modelli di vita cristiana, con profondi valori vissuti e testimoniati, nel gennaio del 1942, a 20 anni fu chiamato a prestare il servizio militare e arruolato nell’artiglieria alpina della Cuneense insieme al fratello Risbaldo. Partiti per la Campagna di Russia, subirono l’umiliazione della prigionia. Andrea fu inviato in Siberia nel Campo 99, ma nonostante fosse ridotto a una larva umana, si prodigava nel dare conforto ai sofferenti, agli sfiduciati e ai morenti.

Il 23 luglio 1946 Andrea bussò alla porta della Piccola casa della divina provvidenza di Torino, per donarsi agli altri come Fratello consacrato. Il noviziato prima e la professione poi, lo introdussero in pieno in quel mondo del dolore che è il Cottolengo torinese.

di Rodolfo Cosimo Meoli

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24 maggio 2019

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