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L'alfabeto dell'acqua

· Dal Dio creatore al Dio salvatore ·

«Nel corso delle diverse lectio proposte, con la triplice battuta di Lev Shomeach, cuore ascoltante (cfr. i Re 3, 9), La trasfigurazione del cuore e Le aperture, navigando o immergendosi nell’acqua, si verrà costruendo l’alfabeto, la grammatica del linguaggio biblico ricco di segni, immagini, simboli e metafore, proprio per fuggire l’astrazione ed entrare nella concretezza».

È con queste parole che Cristiana Dobner offre nel suo ultimo libro Dove l’acqua scorre. Dalla creazione alla Gerusalemme di lassù (Saronno, Monti, 2015, pagine 310, euro 17) una chiave programmatica per comprendere, in tutte le sue implicazioni, il senso di un cammino di immersione nelle acque della Scrittura. Dal Dio creatore al Dio salvatore, in un movimento di creazione, si innesca la dinamica della storia della salvezza in cui siamo chiamati a vivere. 

Battesimo di Gesù (icona copta)

Si avverte un primo passo di “creazione” nella lettura della Parola, in un atteggiamento di «cuore ascoltante». Siamo condotti a cogliere il dono nel dono, la conoscenza di quella storia che non è nostra, quella retorica che non ci appartiene, il simbolismo per il quale è necessario il passato interpretante, l’eredità della tradizione. Siamo poi condotti a una “dis-creazione,” ovvero alla trasfigurazione del cuore, a uno sguardo spogliato e poi rivestito dalla vita che scorre nell’ascolto della Parola di Dio, da interpretare e custodire. Solo a questo punto è pronto il terreno per cogliere Le aperture: si riconosce che da sempre Dio è presente nella comprensione misericordiosa della storia, degli accadimenti.
Come l’acqua, la presenza di Dio passa in ogni crepa e fessura, si presenta nella pazienza della goccia che lentamente sa rompere la roccia e fendere anche il cuore più duro. L’acqua si colora del terreno su cui scorre, da cui sorge, in cui cade. Nelle diverse culture l’elemento acqua è stato caricato di significati simbolici in cui riconoscere un’esperienza riflessa nei diversi contesti e da questi mediata, colorata, eppure non mutata nella sua natura profonda.
L’acqua come simbolo di vita, ma allo stesso tempo di morte, viene rincorsa nei testi biblici e portata alla luce nella lettura degli stessi. Con maestria
Dobner riprende i punti fondamentali dei brani in cui la relazione fra l’uomo e Dio è evidente nella presenza dell’acqua. Il modo e le circostanze in cui l’acqua ha un ruolo nel contesto dei diversi quadri presentati, apre i nostri occhi e le nostre orecchie, ci permette di ascoltare con il cuore, lasciandoci trasportare in una visione nuova, per certi aspetti inedita, sia della presenza di Dio che della presenza umana.
Le sedici lectio non possono essere tutte ripercorse nella loro particolarità, tuttavia nella struttura e unità di questo testo è doveroso riconoscere a Dobner la fedeltà al titolo proposto. Il legame, il filo rosso, che unisce i diversi capitoli è lo scorrere dell’acqua non in un tranquillo fluire: da qui l’immagine simbolica del mare, del pozzo, della sorgente, ma allo stesso tempo del deserto, dell’otre vuoto, oppure del diluvio, della tempesta.
Lo spartiacque è il fiume Giordano. In esso, il battesimo di purificazione giunge al battesimo di rinascita nell’incontro dell’ultimo profeta, Giovanni Battista, con il Messia, Gesù Cristo. Le acque del fiume divengono acque di nuova vita, ri-creazione, passaggio dichiarato alla presenza dell’acqua nella vicenda stessa di Gesù. Egli stesso si propone come catalizzatore dell’acqua viva. Egli è la sorgente di acqua viva. Per una reale nuova vita però si passa attraverso la sua morte.
Dobner ci conduce alla lettura del testo biblico percorrendone la storia di significati.

di Laura Dalfollo

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22 settembre 2019

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