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L’Aiea
smentisce Netanyahu

· ​Teheran non starebbe violando l’accordo sul nucleare ·

Non ci sono indicazioni credibili circa attività dell’Iran attinenti allo sviluppo di ordigni nucleari. L’accordo del 2015, dunque, sta funzionando. Questo il punto nodale del comunicato emesso ieri dall’Aiea (agenzia internazionale dell’energia atomica) a meno di 24 ore di distanza dall’annuncio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo il quale l’Iran ha invece violato l’accordo e sta sviluppando almeno cinque bombe atomiche.

Senza fare riferimento esplicito alle parole di Netanyahu, il comunicato sottolinea che l’agenzia «ha preso in considerazione tutte le informazioni a sua disposizione». Nel comunicato si spiega che non ci sono prove in base alle quali l’Iran avrebbe messo in campo attività volte alla costruzione di ordigni nucleari; ci sono state — aggiunge il comunicato — «attività di ricerca, studi scientifici e di fattibilità, con l’acquisizione di certe competenze e abilità tecniche», ma senza uno sforzo unitario verso lo sviluppo di una tecnologia bellica. Non c’è infatti «alcuna indicazione credibile di attività in Iran attinenti allo sviluppo di un ordigno nucleare dopo il 2009». Due giorni fa, in diretta televisiva, il premier israeliano aveva lanciato durissime accuse contro Teheran. Il governo iraniano — aveva detto — «mente sfacciatamente sulle sue armi nucleari» e anzi «punta a dotarsi di almeno cinque ordigni nucleari analoghi a quelli utilizzati su Hiroshima». Netanyahu ha presentato «nuove e conclusive prove del programma bellico nucleare iraniano, da anni nascosto alla comunità internazionale» e in aperta violazione dell’accordo siglato nel 2015 dall’Iran e il gruppo cinque più uno (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, più la Germania). Teheran, dal canto suo, ha smentito ogni accusa, affermando di voler rispettare i termini dell’intesa.

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