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​Lahore piange i suo bambini

· ​Centinaia di arresti dopo la strage ·

Il dolore della madre di una delle vittime dell’attentato (Ap)

Almeno 350 persone sospettate di avere legami con i fondamentalisti sono state arrestate in seguito all’attentato terroristico del giorno di Pasqua a Lahore, nella regione del Punjab, in Pakistan, che ha provocato 72 morti, tra i quali oltre 30 bambini, e 233 feriti. Il primo ministro pakistano, Nawaz Sharif, ha ordinato alle forze dell’ordine di accelerare l’offensiva contro i militanti islamisti collegati con la rete terroristica di Al Qaeda. «Voglio più attivo coordinamento tra forze dell’ordine e le agenzie di intelligence», ha detto. «I terroristi hanno assassinato i nostri bambini, figli e figlie, e noi li cacceremo da questo Paese», ha aggiunto. Il Pakistan è sotto shock per l’ennesima strage contro famiglie cristiane. Un attentatore suicida, con addosso 20 chili di tritolo misto a sfere metalliche, si è fatto esplodere nel parcheggio vicino ai giochi dei bambini nel momento di massimo affollamento del luogo, che è un popolare ritrovo domenicale. I miliziani islamisti hanno affermato ieri di aver voluto colpire intenzionalmente la comunità cristiana che vive in Punjab e che più volte in passato è stata nel mirino dei jihadisti. L’ultimo sanguinoso attacco in Pakistan contro i cristiani — che rappresentano circa l’1,6 per cento della popolazione — risale al 2013, quando fu attaccata una chiesa di Peshawar, la turbolenta città sulla strada per l’Afghanistan, con un bilancio di 80 morti. In segno di lutto, ieri tutte le scuole e gli uffici di Lahore sono rimasti chiusi. Il premier Nawaz Sharif ha cancellato la sua visita a Londra prevista ieri e anche la partecipazione al Nuclear Security Summit (NSS) di giovedì a Washington. E ieri sera, in un discorso televisivo alla Nazione, il primo ministro si è impegnato a non «permettere che i terroristi rialzino la testa».

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18 agosto 2019

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