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L’agricoltura chimica che uccide

· Campagna della Caritas India contro la piaga dei suicidi tra i contadini ·

Con la diffusione dell’agricoltura biologica non si difende soltanto la salute delle persone e del pianeta, ma è possibile anche lottare contro la povertà estrema che in India spinge addirittura al suicidio un numero sempre crescente di contadini. Ne è convinto padre Frederick D’Souza, direttore esecutivo di Caritas India, che recentemente ha fatto proprio della promozione dell’agricoltura biologica uno dei punti di forza dell’organismo caritativo della Chiesa locale. Tradizionalmente, l’opera di Caritas India si concentra soprattutto su due grandi settori: quello per lo sviluppo e quello per la gestione delle emergenze derivanti da catastrofi naturali, quali alluvioni o terremoti. «Come agenzia della Chiesa cattolica — sottolinea il religioso — sosteniamo i diritti dei bambini, delle donne, e degli agricoltori. Puntiamo allo sviluppo di mezzi di sussistenza per ridurre la povertà nelle città e nelle campagne. Inoltre siamo impegnati nella lotta al traffico di esseri umani e agli effetti dannosi del cambiamento climatico». Proprio il mutamento del clima, generato in gran parte dall’inquinamento e che influisce negativamente sui raccolti, costituisce uno dei fattori principali alla base dell’impoverimento della popolazione delle campagne. Così gli agricoltori chiedono prestiti a privati, che forniscono un servizio di microcredito. Il più delle volte però si tratta di vero e proprio strozzinaggio. Soffocati dai debiti spesso i contadini optano per gesti estremi, fino al suicidio. Un fenomeno sempre più diffuso, divenuto da qualche anno una vera e propria piaga nazionale. Il tasso più alto di suicidi si registra in Maharashtra: su 1.109 casi accertati in tutta l’India nel 2014, ben 986 sono avvenuti in questo Stato, che pure è tra i più ricchi e più popolosi del Paese. Rispetto al 2013 c’è stato un aumento complessivo del 26 per cento. «Per noi — spiega padre D’Souza ad AsiaNews — una delle sfide più grandi in assoluto è dare a tutti i poveri del Paese una vita davvero sostenibile sul lungo periodo. Se hai un lavoro, hai cibo e non sei denutrito; puoi mandare i tuoi figli a scuola e puoi curarti se stai male».

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18 settembre 2019

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