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L’Africa
opportunità europea

· A Berlino Merkel vara un piano da 300 milioni di euro ·

L’Africa come risorsa e opportunità. È stato calcolato che entro il 2050 la società europea, a causa dell’invecchiamento e dello stallo demografico, avrà bisogno di almeno cento milioni di lavoratori immigrati per evitare il disastro totale. Una cifra impressionante, che rende bene la gravità della questione. 

Merkel con il presidente senegalese Macky Sall (Ap)

Se il vecchio continente vuole continuare a esistere, deve iniziare a guardare con occhi diversi l’immigrazione e a dotarsi di un piano di lungo termine che preveda solidi accordi con i paesi di provenienza. Questo il punto centrale sottolineato dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, incontrando ieri a Berlino i capi di stato africani che prenderanno parte al vertice del g20 in agenda per il 7 e l’8 luglio ad Amburgo. «Vogliamo capire come poter aiutare» i paesi africani, «vogliamo assicurare loro crescita, stabilità, sicurezza, integrazione, prospettiva ai giovani» ha spiegato Merkel. A Berlino sono giunti ieri i principali capi di stato e di governo del continente nero, tra i quali Tunisia, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Guinea, Rwanda e Senegal. Per una pre-conferenza internazionale che ha visto anche la presenza del presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, del ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, del ministro dello sviluppo e della cooperazione economica, Gerd Müller, del presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim, del direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, e del ministro dell’economia italiano, Pier Carlo Padoan.

«Vogliamo agevolare le loro conoscenze. Ciò che è stato fatto negli ultimi tre anni non è sufficiente» ha spiegato Merkel, spiegando che il governo tedesco è pronto a investire altri 300 milioni di euro per quei paesi africani che si impegneranno nelle riforme, sul rispetto dei diritti e sullo sviluppo. «L’Africa è un continente di straordinarie opportunità e potenzialità» ha detto Gentiloni, ma occorre sbloccare «gli investimenti privati. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, in particolare in quei paesi con cui l’Italia vanta una collaborazione di lunga durata». I paesi africani coinvolti si sono detti entusiasti delle proposte europee.

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16 dicembre 2017

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