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L'Afghanistan e l'alleato russo

· Mosca potrebbe mettere dozzine di elicotteri a disposizione della coalizione internazionale ·

La Russia è pronta «in linea di principio» a mettere a disposizione delle forze della coalizione diverse dozzine di elicotteri. È quanto indica «The Independent», precisando che un accordo, in questo senso, fra Nato e Russia verrà formalizzato al vertice di Lisbona, il 20 novembre, al quale parteciperà il presidente Medvedev, in coincidenza con il vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Alleanza atlantica. Fonti Nato, citate dai media britannici, affermano che tra le ipotesi in considerazione — oltre alla concessione di elicotteri russi — vi è l'addestramento di piloti afghani in Russia e un contributo nelle operazioni antinarcotici. In un editoriale, «The Times» scrive che «la Russia, un tempo nemica dell'Occidente in Afghanistan, potrebbe aiutare nello sforzo di guerra».

Senza parlare di un ritorno di soldati russi in Afghanistan, la cooperazione con la Russia «è possibile in molti settori»: di questo avviso è il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. In un'intervista alla Bbc, ha detto: «Per ragioni storiche non è possibile avere truppe russe in Afghanistan. Gli afghani non li accetterebbero e i russi non lo vogliono. Ma possiamo cooperare in molti altri settori». E l'inviato per la Russia presso la Nato, Dimitri Rogozin, ha affermato: «In Afghanistan ci siamo già stati e non ci è piaciuto molto. I soldati russi resteranno lì dove devono essere dislocati, sul territorio della Federazione russa».

Oggi intanto il ministro della Difesa francese, Hervé Morin, ha indicato la possibilità che le truppe del proprio Paese comincino a ritirarsi dall'Afghanistan nel 2011. Il ministro ha tenuto a precisare che questa eventuale decisione non ha nulla a che fare con le minacce di ieri formulate, in un messaggio audio, da Osama bin Laden: il leader di Al Qaeda ha detto che la Francia verrà colpita se l'Eliseo non ritirerà il proprio contingente dall'Afghanistan.

È stato esteso nel frattempo di almeno due mesi il termine ultimo per lo smantellamento, in Afghanistan, dell'«esercito» delle guardie di sicurezza private, stabilito da un decreto presidenziale lo scorso agosto: sarebbe dovuto entrare in vigore a dicembre. Il presidente Hamid Karzai, dopo aver denunciato le ripercussioni negative della presenza nel Paese dei contractors (spesso accusati dalla popolazione di provocare vittime civili) sembra quindi aver ceduto alle pressioni, in primo luogo, degli Stati Uniti e della Nato.

Il compromesso raggiunto è una proroga che riguarda i contractors a tutela dei numerosi progetti di sviluppo e ricostruzione in corso in Afghanistan. Karzai, ricorda l'agenzia Adnkronos, ha creato una nuova commissione guidata dal ministero dell'Interno e composta anche da funzionari della Nato e dei Paesi donatori: è incaricata di stilare, in venti giorni, un elenco delle compagnie private per la sicurezza attive a tutela dei progetti di sviluppo in corso. Le aziende presenti nella lista verranno smantellate nell'arco di novanta giorni dall'emissione di un provvedimento in tal senso. Dalle nuove disposizioni sono escluse tutte le altre compagnie, comprese quelle che provvedono alla scorta dei convogli della Nato, che verranno smantellate entro il 17 dicembre.

Non c'è tregua, intanto per i civili afghani: alle vittime provocate dalla guerra si aggiungono anche tragici incidenti. Ieri il crollo di un edificio, durante una festa di matrimonio, ha causato più di sessanta morti, tra i quali donne e bambini. È successo nel remoto villaggio di Warchi, nella provincia di Baghlan.

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