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L'Afghanistan alle urne per cambiare pagina

· Si vota per eleggere il nuovo presidente e per gettare le fondamenta del dopo Karzai. ·

L’Afghanistan si appresta oggi, con le elezioni presidenziali, a voltare pagina, dopo essere stato guidato, in questi ultimi tredici anni, da Hamid Karzai. Già all’alba si sono formate lunghe code ai seggi. Un fatto, questo, molto significativo, considerando che nei giorni scorsi i talebani hanno minacciato attacchi contro tutti coloro che si recheranno alle urne.

Evidentemente più forte della paura è il desiderio della popolazione afghana di dare il proprio contributo, attraverso il voto, a cambiare la situazione di un Paese ancora sotto il giogo delle violenze, segnato dalla povertà e a rischio isolamento in politica estera.
È stato lo stesso Karzai, questa mattina, a invitare i connazionali a recarsi alle urne per esprimere la propria preferenza, sfidando così il clima di forte intimidazione suscitato dai talebani. Ovviamente le misure di sicurezza predisposte per evitare il peggio sono massicce: è stato deciso di dispiegare più di duecentomila tra soldati, poliziotti e membri del servizio di intelligence. I seggi da sorvegliare e da monitorare sono più di settemila. Tra l’altro gli afghani vanno alle urne anche per il rinnovo di 34 consigli provinciali: tra i 2.713 candidati figurano 308 donne.
I candidati alla successione di Karzai sono otto, Tra i favoriti, Abdullah Abdullah, leader della coalizione nazionale afghana; Ashraf Ghani, che è stato ministro delle Finanze nel Governo di transizione targato Karzai (20022-2004), e Abdullah Zalmai Rassoul, ex ministro degli Esteri, una delle figure più vicine al presidente uscente. Se nessun candidato otterrà il cinquanta per cento dei voti al primo turno (prospettiva che si annuncia probabile), si svolgerà un ballottaggio tra i due meglio piazzati in una data che sarà fissata dalla Commissione elettorale dopo l’ufficializzazione dei risultati.

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23 luglio 2019

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